Google
Sul Web Su dicearco.it
Anniversario
Ci siamo. 2008. Possiamo stare ben certi che quest’anno trascorrerà tra rievocazioni, immagini, celebrazioni, bla…bla… bla… intorno al centenario del triste accadimento del terremoto di Messina, 28 dicembre 1908. Ricordo legittimo alla memoria delle vittime, tante, di quel tremendo sisma. Meno legittima l’occasione
ghiotta per molti politicanti di strumentalizzare un infausto evento per autocelebrarsi. Ma tant’è! Quanta distruzione ci trasmettono le immagini d’epoca. Macerie di un evento imprevedibile, ineluttabile. Lo ricordiamo con rassegnazione.
Ma cosa dire quando è l’uomo con la sua volontà a provocare, con idiota incoscienza, danno e rovina. Molte strutture sono stateabbattute per ridisegnare la città; forse c’era una logica.
Ma, senza dubbio, nessuna logica razionale poteva esserci, a distanza di anni dal sisma, per la distruzione di strutture di rilevante pregio architettonico abbattute per mero interesse economico. Tantomeno razionali e opportune risultano le orride sopraelevazioni in palazzi d’epoca operate in spregio all’armonia estetica delle facciate. Quante rovine, quanti danni! Questi prevedibili e senza dubbio evitabili.
Palazzi, teatri, testimoni importanti di pagine della nostra storia e della nostra architettura, esistenti fino agli anni ’60, abbattuti per ottenere piatti ed insignificanti contenitori di volumetrie per strutture commerciali od abitative. Per qualche attimo ridiamo vita attraverso queste righe ad emozioni non del tutto sopite.
Reminiscenze… il Teatro PELORO (IMPERO). Sorgeva ad angolo tra via Cannizzaro e Via dei Mille, era di un impatto estetico armonioso e raffinato, dotato di una platea sormontata da palchi, una galleria ed un loggione, con una capacità di millecinquecento posti a sedere. Un elegante atrio d’ingresso ed un foyer al piano superiore dotato di ampie vetrate a giorno. Rimase in attività dal 1932 al 1960, venne denominato “Impero” tra il 1936 ed il 1945. Demolito nel 1960! Al suo posto una squallida costruzione per attività commerciali ed abitazioni.
Reminiscenze… il Teatro SAVOIA. Sorgeva tra via 27 Luglio e via Natoli, era dotato di una ampia platea con una fila di palchi ed una vasta galleria, un tetto meccanico apribile per gli spettacoli estivi. In grado di contenere millecinquecento persone. Grandi androni e foyer per il pubblico sia per la platea che per la galleria.
Rimase in attività dal 1930 al 1970, quando venne demolito per far posto ad una banca e ad altri mercanti. Messina era tappa obbligata per le più importanti compagnie di teatro e rivista.
Rituali le rappresentazioni delle più acclamate Operette. L’Opera godeva di altre platee cittadine. Reminiscenze… il Cinema TRINACRIA. Affascinante costruzione anni 30, stile liberty. Tra i più eleganti e raffinati cinema cittadini dotato pure di uno spazio aperto, all’interno, per gli spettacoli estivi. Abbattuto negli anni ’70 anch’esso per far posto a bottegai ed uffici.
Reminiscenze… il Collegio dei Gesuiti. Storica istituzione cittadina, sorgeva a Piazza Cairoli. Un impianto di stile gotico, finestre ed accessi a sesto acuto, cornicioni merlati, una costruzione suggestiva di sicuro impatto visivo. Demolito per far posto… ai Magazzini Standa! Ed altri uffici, aberrante!
Altre reminiscenze le lasciamo alla memoria del lettore affinché faccia emergere le emozioni legate al proprio territorio, al proprio vissuto. Quanta devastazione!
Del terremoto ci ricorderemo con dolore in varie occasioni quest’anno, sarebbe opportuno ricordare con disprezzo anche il disfacimento generato dall’uomo.



Pippo Nostro