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Troppu traficu pi 'nenti
Molto rumore per nulla, commedia teatrale ambientata a Messina, scritta da William Shakespeare tra il 1598 e il 1599. L’autore scrive di un accadimento, incastonandolo così dettagliatamente in luoghi, personaggi e atteggiamenti del nostro territorio, da far quasi trasparire una conoscenza diretta di ciò di cui narra. Eppure la striminzita biografia costruita sulla mancanza assoluta di documentazione storica di buona parte della sua esistenza non evidenzia riferimenti con Messina né tantomeno con l’Italia.
Shakespeare è nato a Stratford-upon-Avon, un paesino ai bordi del fiume Avon nella campagna del Warwickshire nell’Aprile del 1567. La madre figlia di agricoltori, il padre commerciante di guanti e di lana. Da sette a quattordici anni frequenta la Grammar School di Stratford. A diciotto sposa Anne di sette anni più grande di lui, anch’essa figlia di agricoltori. Lo troviamo quindi a Londra dove diventa attore e drammaturgo. Questa la scarna storia dell’uomo che scrisse 37 capolavori di cui ben 15 ambientati in Italia con descrizione fedele di luoghi, paesaggi, personaggi italiani e che fa trasparire dalle sue opere una enorme ed eclettica cultura.
Uno squarcio a questa oscura deficienza storica viene dischiuso nell’aprile del 2000 quando il “The Times”, celebrato quotidiano londinese, riporta lo studio di alcuni college inglesi che mettono in dubbio l’origine inglese di Shakespeare, arricchendo la notizia con la citazione degli studi di un docente italiano in pensione, Martino Iuvara, che riporta alle stesse conclusioni.
Il professore di Ispica, ex docente di letteratura all’Università di Palermo, segue un percorso interrogativo iniziato già negli anni venti a causa del rinvenimento di un manoscritto di proverbi “I secondi frutti”. Tale volume porta la firma di uno scrittore calvinista del nord Italia, risalente al XVI secolo, di nome Michelangelo Crollalanza.
Molti di questi detti si ritrovano per intero nell’Amleto di Shakespeare. Inoltre, alcune opere del Crollalanza, sembrano essere la versione originaria di altre ben note attribuite a Shakespeare, come “Troppu traficu pi nnenti” scritta in dialetto messinese, molto verosimilea “Troppo rumore per nulla” apparsa
50 anni dopo. Il professore Iuvara, mettendo insieme i documenti della sua ricerca, ricostruisce così la storia di William Shakespeare.
Michelangelo Florio Crollalanza nasce a Messina il 23 aprile del 1564 da Giovanni Florio, medico e pastore calvinista e dalla nobile Guglielmina Croll alanza . Studia latino, greco e storia dai francescani. All’età di 15 anni è costretto a fuggire in Veneto con la famiglia, a causa della pubblicazione di un libello polemico scritto dal padre ove esprimeva la sua critica nei confronti della chiesa.
Si rifugia a Treviso e poi a Venezia, Padova. Completa qui i suoi studi, ma le feroci persecuzioni contro i calvinisti, in Italia, lo portano ancora in Danimarca, Grecia, Spagna, Austria.In Italia aveva conosciuto il frate Giordano Bruno che lo segnala al conte di Pembroke, William Herbert, col quale aveva forti collegamenti. A 24 anni Michelangelo arriva a Stratford ove esisteva un ramo della famiglia materna, che nel tempo aveva già proceduto alla traduzione del cognome, Crolla (o Scrolla)= shake a seguire Lanza (o Lancia)= speare. La morte prematura di un giovane in questa famiglia, di nome William, induce Michelangelo Florio Crollalanza ad assumere definitivamente la nuova identità di William Shakespeare traducendo nel contempo anche le generalità della madre Guglielma Crollalanza (oScrollalanza). Sposa una donna inglese che inizialmente traduce le sue prime opere ed il seguito cresce di pari passo alla sua produzione letteraria.
Muore nell’aprile del 1616 e lascia la sua biblioteca al suo benefattore, il conte William Herbert di Pembroke. Si potrebbe sapere di più della sua ma, per motivi nazionalistici la biblioteca non è stata mai messa a disposizione dei biografi internazionali.
Una storia suggestiva ed affascinante, resa possibile dai vuoti esistenti nella biografia ufficiale e che desta in noi lo spunto da cui parte un interrogativo sorprendente: …William “buddaci”?...



Pippo Nostro