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Maurizio Piccirillo
Maurizio Piccirillo Poeta, scrittore, musicista e artista digitale visivo, curatore di eventi culturali, partecipa a concorsi letterari, reading di poesia radiofonica, performance artistici di strada, corsi di scrittura creativa e frequenta circoli culturali. Varie sue opere sono state pubblicate da riviste specializzate, siti web ed antologie di premi. Ha pubblicato raccolte di poesie e opere di narrativa. Come artista digitale contemporaneo ha partecipato a varie mostre personali e collettive in Italia e all’Estero.







Contatti:
Sito web: www.mauriziopiccirillo.com
Mail: m.piccirillo@conprotoscana.it
Telefono: 339-7058916


FaleneIl vecchio
Tra i ricordi di una notte
ci sei tu e i tuoi rovi.
Sì,
quelli del tuo cuore
dove ho lasciato
i brandelli del mio amore.
E quel lampione,
la pioggia sottile,
col tuo ombrellino rosso,
minigonna e tacchi.
E poi i brusii dei compagni,
i loro giudizi…
ma io t’amavo.
Io,
con le mie solitudini
ho incontrato te,
e le tue disperazioni.
Sì,
tutto in quella notte.
Passeggio lungo il mare.
E’ inverno.
Tra gli scogli neri
Solitario,
un vecchio,
imprigionato nell’umidità.
Una canna,
l’accompagna.
Lui,
intravede il capolinea,
l’ultima pesca,
è buia come la fine.
Il divanoLa bicicletta
Ho solo un divano
ed un giradischi vecchio.
Con una bottiglia di birra in mano
ho gli occhi fissi sul muro crepato.
Io vivo così.
Lavori saltuari, sì.
Ogni tanto una sniffata d’illusione,
l’unica consolazione.
Ogni giorno rinnego la vita.
Ho l’anima riciclata
come un rifiuto solido urbano
buttato nel bidone della raccolta differenziata.
Quando poi mi sanguina il cuore
vado tra i lampioni del mercato dell’amore.
Adesso aspetto l’ultimo giro
tanto è lo stesso.
Non piangerà nessuno
per me.
Io
ho una bicicletta rossa,
l’adoro,
ma ci vado da solo.
La domenica mattina
mi perdo
tra le stradine di campagna
schivando topi, gatti e gazze ladre.
Lungo la strada
scorgo
nei campi coltivati
vecchi contadini curvi
con i volti bruciati dal sole.
Fanno tenerezza,
ma io
Io ho la mia bicicletta rossa
e l’adoro
e continuo ad andarci da solo.
Natale è passatoPeach
Il Natale è passato,
ed io passeggio,
tra vetrine sfavillanti di luci e colori.
Poi,
scorgo te
anima appiccicata
tra il muro e il marciapiede
con quel cappellino rosso,
di lana
e quel cartello dipinto,
con mani disperate.
Il Natale è passato
ma tu sei rimasta
tra gli spiccioli di passanti freddolosi
alla ricerca della pietà.
Natale è passato
ed io
Ti ho donato soltanto un timido sorriso.
Io
vorrei trovare un po’ di pace.
Sì,
proprio qui
accanto a questo cassonetto
pieno d’immondizia.
Tanto,
tanto è lì,
che gettano gli uomini.
Almeno,
almeno su questi cartoni e stracci
c’è un po’ di calore.
Io sotto quel lampione
vorrei vedere tanto
le facce dei saputi,
quelli che contano,
insomma.
Magari,
magari ritroverebbero
le loro coscienze.
Ma poi,
poi chi se né frega,
tanto la notte
ingoia tutto.