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Salvatore Ruggiano
Salvatore Ruggiano. Nato a Messina, dove risiede. Docente di lingua inglese dal 1966 al 2005. Dal 1964 svolge attività teatrale, con compagnie di teatro locali e dal 1975 al 2005 anche nelle scuole. Ha dato vita a varie filodrammatiche e gruppi teatrali. Ha svolto attività di giornalismo scolastico dal 1976 al 2004. Ha conseguito il 27/3/1999 il Magistero in Scienze religiose presso L’ISSUR –
Ha svolto dei saggi su autori inglesi americani e francesi (tra cui Shakespeare, Swift, Marlowe…)
Nel 1980-81 ha scritto e diretto per la televisione locale RTP “Fuori tema”, cabaret (15 puntate). Ha ricevuto nel 1981 il 1° premio RAI per radiodrammi con “L’interferenza”. E’ arrivato secondo nel  “Fondi La Pastora” per opere teatrali con “Il lungo viaggio”, 1978.
Ha curato la rielaborazione di opere di autori europei: Pinter, Shakespeare; Durrenmatt, H. Ibsen, Pirandello… Ha fondato vari gruppi teatrali; l’ultimo: “JES” dell’AUSER-ME.  OPERE:
E’ la mia realtà, poemetto allegorico, 1966 “La Sicilia”
Crosta ( ispirato al “tartufo” di Moliere);  L’incidente (dal Die Panne di F. Durrenmatt); Attenti alle pause, poesie, ed. Carbone, 1981
Messinscena, undici testi teatrali su Messina, ed. Carbone, 1990.
Messinscena, nuovi testi teatrali e uno studio sulla maschera di Peppe Nappa, ed. Armando Siciliano, 1998. Colapesce 2000,(Coladamuri), 1999.  Barbons, 2003, commedia per strada;  Ad Emmaus e ritorno, 2005, un atto… di fede; Breve è bello, racconti, favole e pensieri
Commedia divina,  1989,  Alla ricerca dei fratelli, 2005, commedia giallo scura; Primi gorgheggi, raccolta di poesie dal 1962 al 1990
Il girotondo delle maschere, 2006, monologo; Millennium one, ed A. Siciliano, dicembre 2006; The Deacon, 2007,film script;
 “U cuntu senza l’osti” dalla cicalata di Don Pippo Romeo, 1985; C’è da ridere, 2007, con l’atto unico dal “Teatro Comico” di C. Goldoni; TELESPASS, 2005-2008 cabaret; Messina c’era e Roma era campagna –episodi dal terremoto del 1908 trasmessa il 28- XII- 2008 su R. Street Messina. Peppe Nappa presidente, farsa, 2005
Peppe Nappa ritorna;Ha ricevuto il premio “Giordano Bruno”, XVI ed.  per la narrativa (“Millennium One” XII/ 2008.
Ha ricevuto 1° premio Dicearco, sez. poesia, 2° edizione, 28/3/09
Andata e ritorno, poetico tren tren, 14 aprile 2009 Menzione al IV premio naz. di narrativa, 23/V/09; Gli scomparsi, scene in giallo,  22 aprile 2009; A passo d’uomo, raccolta di poesie in corso; “Versiculi”,  poesie su Messina,ed.Il Gabbiano; “Tutti in piazza”, scene piazzesche in città, 2010-2011; PER BAMBINI: Pronti, si parte...insieme; La Cernia Jes, favola ecologica; Un Natale di pace; Kontainer, 1989.


Contatti:
Mail: salvatoreruggiano@katamail.com


non temere PoesiaIntruso
Non storcere i sensi
perché hai visto
versi in riga
rasserénati
c’è chi si stimola
con catene e fruste
e chi ricerca
in pose estreme
l’eroica passione
cerco solo
chi libero si dona
in comunione
e mentre crisi impera
e l’odio sovverte  vie di pace
chi regge il volto
dell’essere vivente.
Nella mente
un impulso mi sorprende
scintilla galattica
lampeggia
sfreccia
saetta
m’affonda
in grani di sabbia
tra corpi paghi
della poca luce
d’una lampara
raggio di fede
del curvo pescatore
in oscuro oceano
immerso nella quiete
tendo le mie braccia all’universo …
quando mi sento toccare
è uno strano animale
spunta da sotto la rena
alza la testa
sdegnato mi guarda
e riprende il suo cammino
lesto.
Libero gridoUltimo spettacolo al "Savoia"
Chi verrà a Santa Lucia …
chi verrà a Massa di San Giorgio …
si parte muti
e noi restiamo
a guardia d’ulivi senza pace
tra sterpi di terra
insetti zigzaganti sulla strada
lucertole al sole
nel fruscìo dell’erba
e noi restiamo
le forme arcane di natura
selvaggia nei monti
ridente in cartelloni
tra candide viuzze
ove si potrebbe danzare
una donna
ammucchiata su un gradino
sepolto nel nero sudario
il suo giallore antico
spegne il suo devoto cero …
chi verrà dall’orizzonte vago
che chiude alla vista ogni visione
sì che altri non vedano che sole …
chi vincerà la nebbia dell’incanto
per dare nuova vita ai nostri lidi …
in questa calda quiete
qualcuno mi dona un soffio di pietà
e io libero da gravi attese
m’immergo nei miei colli
e grido.
“Questa sera
una compagnia di giovani attori
presenterà …”
presenterà la sua voce
di sdegno
di pietà
per un teatro che cade
tradito da un ricco palazzo
un altro gigante è passato
tra quei mattoni
egli ospitava un po’ d’umanità
“questa sera
una compagnia …”
una compagnia di amici
s’offre per l’ultimo canto
sperduti tra le poltrone
coprono il nervosismo
recitando barzellette
mentre montano le scene
gli operai spingono vecchie carcasse
lo scenografo con i nervi a soggetto
il regista smarrisce la sua parte
“questa sera …”
questa sera
la gente porterà
qualche applauso
qualcuno verserà cateratte
chiedendo un voto
alle macerie ambite
questa sera
nessuno capirà
ciò che rappresenta
una compagnia di giovani attori
quella notte
ripetendo a noi stessi  la parte
ci incamminammo
verso il teatro delle stelle.
Sacra rappresentazioneBrutta e graziusa
Ti rivedo Aspromonte
e tanto mare inquieto
e vortici schiumosi tra correnti
cosa nascondi
cuore del mio mare
specchio di sirene
rifiuti in ballo sulla cresta
una nave sfila tra le sponde
scia di saluti
al Faro e a Scilla
tra occhi cilestri
bocca maliosa
s’apre ad ogni rotta
cosa nascondi
cuore della mia terra
un treno è tra quei monti
piccolo verme tra le rocce
s’insinua tra mitiche ruine
ad aggirar la costa
di qua i colli dei miei sogni a spasso
laggiù s’increspa oceano
che stretto tra correnti
fa spola danzando su fondali scuri
sceniche rocce e lidi albestri
mentre ricerco meraviglie
contemplo il volto del mare e della terra
e in me comunico corpi d’universo
sangue del mio essere.
È brutta a morti
quannu stai sulu
ntâ n’agnuni
ti passanu vicinu
a stu mortu ncruci
na musca ti fa moviri
na botta ti fa sautari
un ritrattu ti fa cianciri …
cû vadda a tia si sbagghia
vota l’occhi pû scantu
è brutta a morti
e jò a vidu ogni mumentu
a sentu ccà
castigu dî l’omini
e grazia
quannu Diu mi chiudi l’occhi
pî non vìdirla cchiù.