Google
Sul Web Su dicearco.it
Benedetto Cava
Benedetto Cava è nato a Sant’Arsenio (SA) il 18 Novembre 1981.
Vive a Sala Consilina (SA), dove compie gli studi classici. Poi, va a Roma dove prende prima una laurea triennale in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza e dopo una laurea specialistica in Editoria e Scrittura (Giornalismo) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia del primo ateneo romano.
Scrive poesie, collabora con giornali online (“Informazione Pura”; “Calcio Sport 24” e “Italia-News)  e tiene un blog iosperiamochemelacava.blogspot.com, che vorrebbe far diventare un libro.





Contatti:
Sito web: www.iosperiamochemelacava.blogspot.com/
Mail: benedetto.cava@libero.it
Indirizzo: via san Rocco, palazzo Bruno, snc, 84036, Sala Consilina (SA)
Telefono: 0975520837 (fisso); 3466695141 (Vodafone); 3804239635 (Tim)


Bocconi d'amoreLa piccola finestra sul mondo
Cara a te è Afrodite,
che ti ispira succulente pietanze,
appetitosi manicaretti preparerai,
gioie per il palato.
Essenze profumate
spargerai nell’aere,
ed io mi lascerò da te imboccare
e, se tu lo vorrai, ricambierò il favore.
Quanti gusti assaporerà la nostra lingua
e quando mancherà il sale,
ce lo renderà i nostri baci.
Mangeremo insieme i nostri confetti,
deliziandoci ogni giorno di più.
Dalla tua bocca alla mia,
attingeremo alla coppa degli dei immortali.
Meravigliosamente,
godremo dei piaceri della tavola,
seduti soddisfatti al banchetto dei sempiterni dei.
Come fai
a galleggiare su una coltre di magia,
a toccare i tasti della fantasia.
A sfuggire al vortice della monotonia,
nella distillata saggezza dell’armonia.
A infondere gocce di robinia,
a soffiare circoli di virginia.
Quintessenza dell’animo gentile,
a filtrare dalle tue mani cacao in polvere sottile.
Ad assegnare al fanciullo la buona compagnia,
ad alimentare spiritualmente l’orto della follia.
A vagare per il mondo come un atleta,
a scegliere un cammino senza meta.
Ad attraversare le brume della foresta,
a stare dentro la musica della festa.
È bastato un sorriso per aprirmi le porte del paradiso,
uno sguardo al tuo dolce bel viso,
semplice ma comunque assiso,
un baleno improvviso
che mi ha fatto riscoprire narciso.
L'oracoloE' primavera
Sgorghino dal cuore queste mie parole
e ti raggiungano lievi come fiocchi di neve.
O divina creatura ascesa al cielo,
sappi che un dì interrogai la Pizia:
<<Sacerdotessa, mi sono invaghito di una fanciulla,
Eva è il suo nome,
come potrei conquistarla?>>
E l’oracolo a me: <<Procurati una verbena,
ma, ricorda, fiorisce solo in un certo periodo di tempo.
Una volta che avrai trovato la pianta,
in primis, dovrai, davanti a lei, bruciare i suoi steli,
in modo che la tua bella, respirandone il fumo,
entri in trance mistica con la dea Iside,
sacra agli egiziani.
Poi, sorprendendo la tua amata durante il sonno,
senza svegliarla,
le poserai lentamente il fiore tra i capelli.
Al risveglio, lei si guarderà allo specchio
e si accorgerà della verbena tra la sua chioma.
Allora, del primo ragazzo che incontrerà,
lei si innamorerà.
Buona fortuna, giovane!>>.
Ebbene, sono riuscito a reperire il fiore
e mi sono precipitato al tuo capezzale,
si avveri, quindi, l’incantesimo.
Rendo onore a Delfi.
Auguri mia cara,
di un dolce sentire.
Io e te,
pic-nic, sdraiati sull’erba.
La primavera è un prato fiorito
come i fiorellini della tua camicia,
che fanno pendant con la flora della natura circostante.
È la brezza
che soffia lieve sulla tua criniera,
portando, con sé, intense essenze di lillà e gelsomino.
È la musica dolce di una cinciallegra,
annunzio della stagione dell’amore.
È un carnoso bacio al gusto di fragola.
È il brivido sano di una carezza,
una grande voglia di tenerezza.
È il capolavoro color pastello di una tela.
Col ventuno marzo, bel tempo si spera,
intoniamo, con gioia, l’inno alla vita più vera.
DestinoSpeziata
Da dove non si sa,
nasce spontaneamente
e scorre fluida
tra le instabili atmosfere del creato.
È sottile,
quanto evanescente.
Tutti la seguono,
ma, invano:
essa non si lascia afferrare.
E' l'affascinante viaggio di una piuma,
naufraga nel mondo,
piovuta, da lassù,
la notte dei tempi.
Fluttua nell'aria,
vacilla,
finché non si posa a terra.
È qui il suo posto,
tuttavia, dal vento è spazzata via
e giace, ora, inane,
sulla brulla terra.
Ritornerà dal luogo che l'ha generata,
e sarà diversa,
ma vivrà.
Per sempre.
Quanto rumore fai Eolo,
di foglie gialle l’autunno hai seminato.
Nella sua sede, il sole è ogni giorno più piccolo,
Giove in pioggia le nubi ha tramutato.
Io sto nella stanza, solo,
spento il cuore, quasi imbalsamato.
Questo tempo è amaro,
né rose né spine,
né altro tipo di denaro,
ma ore noiose e sembianze meschine.
Il gusto non è mai stato così raro,
castagne, nocciole, funghi e olio di colline.
Fortunatamente, questo stato non è all’infinito,
perché fragrante come il rosmarino,
arriva lei a stuzzicare l’appetito,
dosa e unisce, a meraviglia, il pane al vino.
È seta, è lana, ti fa toccare il cielo con un dito,
con un tocco di pepe, cannella e peperoncino.
Risveglia il mio slancio ormai sopito,
lusingandomi con lo zenzero, la liquirizia e il cumino.
Il suo stile è elegante e forbito,
di chi della grazia ha fatto il suo pallino.
Come è più buona la vita con un pizzico del suo spirito,
anice, mirto e vaniglia per un maggior sapore, il più fino.