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Demo Martelli
Demo Martelli è nato a Tatti - Massa Marittima - (GR).
Poi si trasferisce a Torino dove studia musica, si diploma geometra, ed entra a pieno titolo nel campo industriale.
Negli anni ottanta, dopo una riflessione esistenziale, va a fare l'albergatore ad Alassio e vive gli anni più belli della sua vita, sfruttando anche l'ispirazione del mare.
Adesso abita a San Lorenzo al Mare, un angolo di paradiso della Liguria, per dedicarsi ancor più alla poesia.
CINQUE SONO LE OPERE PUBBLICATE.
MOLTE LE ANTOLOGIE CHE RIPORTANO LE SUE POESIE.
DIVERSI I RICONOSCIMENTI ARTISTICI NEI VARI CONCORSI.



Contatti:
Mail: demomartelli@libero.it


Sentirti veraGelosie di agosto
In quella sua camicia d’alta moda
più che al corpo aderiva all’ambizione
per mostrarsi importante ed appagata
nei salotti e le strade di città.

Al tempo della spiaggia o della neve
confusa tra i mortali ben viventi,
nuda, come quel tronco scortecciato
che il mare sbatte fra la schiuma e scogli,
mordi con forza, altrimenti incompiuto,
il gesto definito dal respiro.

E per sentirti vera ti rileghi
i frammenti, di quelle notti lunghe,
per ridare un’immagine alla storia.
La risacca della luna
cancella le gelosie di agosto
sulla pergamena di sabbia.
Ma in cielo qualcosa si rifugia
in volo, e si espande incomposto
dietro il lenzuolo di nubi:
È lo strascico del lampo
che illumina il ricordo.
È la giunzione meno logora
del dubbio, tra carne e desiderio.
È qualcosa…che ti ritorna dentro
anche se al momento sembrò
insignificante
Scampoli di beneIl pesce gigolo
Quando il palmo dei secoli evidenzia
quella durezza esplicita increspata
alle pupille della metamorfosi
la finzione diventa rifugio.

L’involucro interiore di coscienza
cavalca ogni sillaba
e attraverso la pelle
si mescola all’osso.

È sempre il pane contadino
a lievitare il bozzolo di fantasia
per sdebitare fragili promesse
e riavere scampoli del nostro bene.

È sempre nello schiamazzo dei bambini
con l’aquilone legato al cuore
che rivive il mondo
a nascondino sopra l’infinito.
Strappa la lenza, ma l’amo gli resta,
piantato dentro al labbro superiore.
Giorni di sangue. Risana il dolore
nell’azzurro infinito d’alto mare.

Ma si accorge che il piercing…lo fa bello,
gli apre il mondo: fitte di piacere
fecondare, al tempo della fregola,
fior fior di pescioline innamorate.

Poi cede a prestazioni commerciali
amando pesciolotte già in carriera
purché: coralli, fondali caldi,
plancton di lusso e foderati scogli.

Pieno di se, e di servitù la casa,
vive e ne parla, nella reggia rosa,
come un evento può cambiar la vita
e spostare l’evento della morte.