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Rocco Fodale
Rocco Fodale è nato nel 1968 a Messina dove ha compiuto gli studi classici. Musicista e cantante lirico, compone testi e musica sacra, per cui ha ricevuto nel tempo diversi riconoscimenti.
Ha partecipato a concorsi nazionali di poesia, ottenendo lusinghieri risultati. Si è classificato primo al "Premio Pittura e Poesia: emozioni in armonia" (Messina 2005 e 2007). Nel 2005 per la sezione musica, è stato vincitore assoluto con la composizione "Ave Maria di Montalto" al premio "Madonna di Montalto" (Messina). Sue liriche sono presenti in varie antologie.
Ha pubblicato per Armando Siciliano Editore la sua prima raccolta di liriche "Dormi dormi..."





Contatti:
Sito web: www.roccofodale.altervista.org
Mail: rocco.fodale@simail.it


Donna di piccheE talìu u to lettu
Come rugiada sul campo,
sulla donna che io adoro,
il profumo non da scampo,
dentro l’animo l’odoro.

Malizioso fior ti schiudi
Liberando sffluvio voli
Tra i meandri cupi e rudi
Della mente ove convoli.

Mi concedi un sol istante
Tra le fole del pensiero
Già t’immagino bramante
Stringermi quale guerriero.

Rinnovato ho il desiderio,
di baciarti sulle gote.
Sei sensibile, sul serio!
E mi lasci... a mani vuote...
Aranciu amaru muzzicu a matina
Taliannu a ‘ttia, chi dormi tra i linzola,
Mondo, unni si? Jo sugnu u to patruni!

Stanotti paradisu e ‘nfernu dappi,
da to biddizza vintu a torn’a vota.
Zucu d’aranci, amaru e duci veni...

A ttia pinzau u Signuri pa criazioni!
Carizzu a schina chi labbra roventi,
homu mi fai, cu l’occhi to d’amuri
Giochi tranquilli di bimbi feliciRicordi
Giochi tranquilli di bimbi felici…
Ma dove sono tranquilli i miei bambini
Ch’io li lasci giocare felici?

Datemi un parco, datemi un fazzoletto,
ch’io vi giochi dentro un gioco puro,
e crei e spazi e luce
solo per i  tuoi occhi,
creatura mia...

Nulla deturpa, nulla tarpa l’ali,
ad un angelo bambino
nei sereni giochi.
No.
Lasciatelo giocare... ora...
Non chiamatelo:
la vita è triste,
ora, lasciatelo giocare…
E il pensiero migra...
Ricordo...
Lì, mentre ti liberi
Delle materne fasce
In un sogno, finalmente da vivere
nella madre delle notti.
In mille piccole foto ora mi appartieni

Sinuosa fiamma,
mi avvinghi nel tribale falò di ogni vanità che cade,

vera, in quest’immagine,
capitolo e compendio
di tutto ciò che è stato fatto bene
per generazioni.

In te purezza di adolescente che sboccia alla vita,
in te sapienza antica di generazioni...
in questo gesto arcano

Ed ora, nel grande salto alla luce,
il giglio schiudi,

E vedo tutto in te, donna, mia,
nei tuoi occhi, che ormai
non mi nascondono più nulla..