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Maria Inga
Maria Inga è nata a Messina, dove vive, nel 1967. Di professione bancaria, l'"attrazione fatale" per l'arte e la poesia, per ciò che parla di sentimenti e passioni malinconiche, per il mistero di là dal visibile l'ha portata a cercare queste (come lei le definisce) <>. Ha iniziato giovanissima, pubblicando una delle sue prime poesie in una rivista femminile. Ha ricevuto il "Premio Speciale" quale "Poeta Emergente" in un concorso letterario a Messina. Un articolo sulla sua poetica è uscito nel periodico mensile di società e cultura "L'Attualità" di Roma. Ha preso parte nella sua città anche ad un genere poetico <> denominato <>. Tra gli ultimi riconoscimenti, le è stato attribuito il Premio Speciale "Rilancio del Sud". Sue poesie sono presenti in varie antologie di premi letterari.




Contatti:
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VecchiaiaPassione
"Il lento inganno
assedia simmetrie di cristallo,
ruota serbando l'equilibrio
sulle rughe del tempo
che passa.
L'assalto trasversale
delle debolezze
il tono pacato
i respiri affannosi
accanto alle parole.
L'imperatrice si allontana
lasciando epidermidi
sottili
fasci di muscoli guizzanti,
potere dei sorrisi.
Custodisce il passato
sui bastimenti dei ricordi,
presentando una serva
che ammiccando
cerca di farsi amare..."
"Del liquore della mia anima
goccia dopo goccia,
stilla dopo stilla,
sussurro dopo sussurro,
riempio bottiglie di passato.
Come un obelisco
la porta del cuore appare
di geroglifici scolpita.
Non temo nuvole e vapori
appesi a cieli senza confine.
Signora delle tentazioni
cosa credi?
Tu, passione obbediente,
non obbligare ancora
queste braccia a voli
oltre ogni volo.
Non cercare parole teatranti
per affiggere il tuo infallibile
consenso.
Non passare convinta
fra cilindri di plastica
e canti di elfi evanescenti.
Salta come una locusta,
puntando il campo più verde,
ma se verrai alle mie radici,
non arrivare affamata..."
VanagloriaDubbio sull'onda
"Vangloria
sbagli il tuo tempo
e sbatti il tuo respiro.
Vampeggi
senza timore
cullando con inganno
la tua mente,
libera ora
il tuo chiaro detto.
Svanisci, dileguati,
non è eleganza
questa tua finta
maschera boriosa"
"Dubbi osull'onda.
Ebbro ti chini sale,
a rendere più saporito
il tuo mare.
Spargi salassi,
e inventi terapie,
e da garbate arguzie
ti ristori,
di pescatori
increduli e amanti"
Tu voleresti cuoreScusa
"E se un giorno
mi scordassi di mangiare
e ti tenessi stretto tutto il tempo?
A sentire il tuo respiro
il tuo battito continuo
il tuo vero rumore.
E se un giorno
diventassi acqua
e non avessi più bisogno di bere?
E ti raccontassi come
la gioventù
rimane appiccicata alle viscere
anche quando tutto cammina
vorticosamente.
E se un giorno
uscissi senza scarpe
con le ali attaccate ai piedi?
Tu, voleresti con me?
Si, te lo dico io.

Tu voleresti: cuore!"
"Dentro una ciotola
di terraglia
l'acqua adesso è qui.
Chinandomi
contadina del mare,
a riempirne cento
ho nascosto il mio tesoro.
Una miriade di plancton
a sfamare esseri
non più informi.
Mischiato al sale
lo zucchero della vita,
si gode il prisma
della nuova esistenza.
Racchiuso, provato,
raggiunto.
E' cuore in provetta
e batte...
Manipolazioni di cellule:
tra un paio di secondi
nascerà una scusa..."