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Monia Sogni
OPERE “DESTROYING BEAUTY”

“Il desiderio di distruggere il Bello è la forza motrice dell’arte moderna”, Barnett Newman 1948
Le opere presentate nascono dalla produzione incisoria “Destroying beauty” basata sul fuggire dalla falsità della bellezza e sul divario tra bellezza esteriore e bruttura interiore. Tali opere sono nate da riflessioni riguardanti l’estetica del bello di Hegel e l’estetica del brutto (teoria post-hegeliana: Rosenkranz). Parte di questa produzione è stata premiata in diversi concorsi ed esposta in collettive in Bologna (Vergato Arte in partecipazione con Galleria Spazio Testoni LA2000+45), Piacenza (Amici dell’Arte), Milano (Galleria Tina Parotti), Terni (Palazzo Mazzancolli), Napoli (Spazi espositivi di Castel dell’Ovo), Roma (Quantum Leap Gallery), Viterbo (Museo delle Sculture Iperspaziali “Attilio Pierelli”), Novara (Centro Culturale La Riseria), Trento (Centro Culturale Casa Tani), Vicenza (Seconda Edizione Biennaledell’Incisione Contemporanea “CITTA’ DI BASSANO DEL GRAPPA”).
Recensioni:

“Opere inquietanti, che vanno al dunque con una facilità sorprendente. E' una 'creativa' da seguire con molta attenzione...".
Lodovico Gierut, critico d'arte

“Metamorfosi di una grammatica pittorica sovvertita ed espressa tramite coloriture personalizzate, vibrante nella decisa conduzione di immagini emozionanti di accesa espressività determinata dall’uso intelligente non di una sola tecnica né di un unico materiale. La grafica di Monia Sogni perviene ad improntare autonomie che rigenerano il motivo ispiratore in una sorta di congestionata poetica locuzione. E’ una grafica, insomma, che alimenta un gusto corrosivo per la materia in grado di annullare anche i canali d’incontro, tendendo a distinguere la qualità dalla tensione generatrice”
Giorgio Righetti, critico d’arte

“Esistono artisti che ci propongono l’arte come la precisa rappresentazione del dato reale: ad esempio Monia Sogni, con la sua forma espressiva conduce chi guarda le sue opere a riflettere un momento sulla realtà congelata: chi guarda si deve porre il problema che ciò che vede non è finzione.
Ciò che risulta evidente è la capacità dell’immagine di darci un’informazione immediata, che alcuni chiamano arte, altri visione, altri ancora semplicemente emozione. Se questa non è potenza…!”
Io come Artista n. 22, rivista d’arte

“L’innegabile e vistosa evoluzione esecutiva di Monia Sogni, dalla tecnica classica della linografia a quella elaborata con originalità degli ultimi lavori non deve mettere in ombra la straordinaria espressività raggiunta e la maturità concettuale espressa. Il suo lavoro non è quello di decorare piacevolmente, di creare un’Arte da sala d’aspetto. Vuole colpirci con dei concetti forti, e lo fa picchiando duro.”
Beppe Palomba, gallerista


Contatti:
Mail: moniasogni85@libero.it





                       


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