Quanto
interesse, quanto entusiasmo suscita andar per chiese a scoprire
ed ammirare opere d’arte, quando si è lontano dalla
propria città. In altri luoghi porsi in ammirazione davanti
ad un quadro, una scultura, un’opera d’arte, trasmette
emozioni anche a chi di solito guarda con distacco e disinteresse
queste rappresentazioni artistiche.
Sarà forse l’atmosfera di vacanza, di gita, la gente
attorno che fa la stessa cosa, il percorso obbligato, o chissà
cosa, ma si riesce lontano da casa ad interessarsi con stupore di
tutto ciò che si vede.

E nella propria città?...No!
Pensare di passare una giornata alla ricerca di emozioni artistiche
tra le chiese del nostro territorio…no, può risultare
monotono, noioso. Troppo scontato, troppo vicino, forse già
visto, mah…ne vale la pena? Quanti motivi di fuga. Eppure
anche le nostre chiese sono arricchite di opere d’arte, forse
non tanto celebrate, ma di non trascurabile rilievo artistico.
Proviamo a fare un giro.
Antonello
GAGINI 1478-1536, riferimento di una originale scuola scultorea
siciliana, ha vissuto e lavorato a Messina dal 1498 al 1507. Di
questo periodo è la “Madonna col Bambino” presso
la Chiesa di S.Maria delle Grazie a
Bordonaro,
ma sinuose e flessuose sculture di questo Maestro, le troviamo anche
in Duomo, statua di “S.Giovanni Battista” unico originale
sopravvissuto al bombardamento del 1943 ed al concomitante incendio
che distrusse quasi interamente la Cattedrale. Il marmo scolpito
dal GAGINI lo ritroviamo a
Ritiro, “Vergine
col Bambino” presso la Chiesa S. Maria di Gesù e, poco
fuori le mura,
a
S.Lucia del Mela, altra splendida scultura
“Madonna della Neve” presso l’omonimo Santuario.
Questa forma di espressione artistica che dà luce e visibilità
alle figure contenute in un blocco di marmo è esercitata
nella nostra città da un altro grande artista: Giovanni Angelo
MONTORSOLI 1506-1563, allievo di MICHELANGELO. La sua valenza scultorea
religiosa espressa in “Madonna del Soccorso” è
apprezzabile a
Gesso – Chiesa di S.Antonio.
Il MONTORSOLI ha arricchito questa città, nel decennio la
lui vissuto a Messina 1547/57, con altre notevoli sculture quali
“Fontana di Orione” in piazza Duomo, “Fontana
di Nettuno” in piazza Unità d’Italia, “la
Lanterna” nella zona falcata.
Ma torniamo all’arte custodita nelle nostre chiese.
Rimanendo ancora a
Gesso – Chiesa di S. Antonio,
possiamo godere all’interno degli affreschi di Giovanni TUCCARI
1667-1743, di scuola barocca; un pulpito in legno intagliato del
sec.XVII; due tele di Gaspare CAMARDA, di scuola Antonelliana attivo
tra il 1597 ed il 1629, “Trionfo della Croce” e “Madonna
con Santi”; una tela di Onofrio GABRIELE 1619-1706, “Gesù
e Maria”; una tela di Giuseppe PALADINO 1720-1794 “La
strage degli innocenti”; una tela di Giovanni TUCCARI “S.Antonio
Abate” quindi, “La Natività” di CATALANO
il vecchio 1560-1630. Niente male.

Poco distante troviamo
Castanea dove nella Chiesa di S.Giovanni Battista del 1500, restaurata nel
1929 dai danni del terremoto, possiamo ammirare l’abside affrescata
da Giovanni TUCCARI fine sec. XVII; un coro ligneo con 16 stalli;
fonte battesimale del 1569 di Rinaldo BONANNO, allievo di Andrea
CALAMECH; una tela di Gaspare CAMARDA “L’Immacolata”;
una statua lignea di A.ZIZZA del 1690 ed altre opere del sei-settecento
di ignoti quali, il gruppo marmoreo “Visioni di Mambrè”
tre angeli che appaiono ad Abramo espressione del simbolo della
trinità, presso la Chiesa della
SS.Trinità. Ma andiamo ancora avanti.
La Chiesa di S.Giorgio presso la omonima
Massa è caratterizzata da un altare maggiore in marmo lavorato
con due statuette in legno, Fede e Speranza; un tabernacolo marmoreo
del 1565; una statua in marmo “Vergine col Bambino”
di Rinaldo BONANNO 1545-1590 e tele di ignoti del settecento.
La Chiesa di S.Maria Assunta di
Faro Superiore ci propone affreschi e quadri di Giuseppe RUSSO espressione della
pittura barocco-decorativa siciliana del settecento, operativo tra
il 1750/1810, “Incoronazione della Vergine”, “L’Assunta”,
“Gesù al Tempio”, “L’Addolorata”;
e infine una “Pietà” di Giovanni FULCO 1605-1674.
A
Torre Faro, Chiesa S.Maria della Lettera ancora
un affresco absidale di Giuseppe RUSSO e due tele di Giovanni FULCO
“ S.Francesco”, “La Pietà”. Beh,
non pensiate di averne abbastanza!
Tornando verso il centro cittadino, si impone una sosta alla Chiesa
S. Maria incoronata di
Camaro Superiore per ammirare
la tela “S. Giacomo Apostolo” di Polidoro da Caravaggio
1493-1543, discepolo di RAFFAELLO e la statua argentea di S. Giacomo
su varetta in argento del 1666 opera degli JUVARRA (tra i più
rilevanti argentieri del seicento messinese).
S.Maria delle Grazie di
Bordonaro, oltre alla già
citata statua del GAGINI, custodisce la tela “La Crocifissione”
di Mariano RICCIO.
La nostra escursione si completa con i villaggi a sud che offrono
altrettanti stimoli artistici ed emozionali a cominciare dalla pregevole
estetica architettonica della Chiesa Normanna di S.Maria in
Mili
S.Pietro del XII secolo.
A seguire Altolia, Chiesa S.Maria del Tindari: scultura “S.
Caterina” stile gaginesco secolo XV; “Ecce Homo”
ligneo di Filippo CALICCI 1772.
Molino, Chiesa
S.Maria della Scala, “Incoronazione della Vergine col Bambino
e Santi” di Antonello RICCIO secolo XVI.
Giampilieri, Chiesa S.Nicola, tela “Deposizione
dalla Croce” di Antonio BARBALONGA ALBERTI 1601-1649 allievo
di Domenico ZAMPIERI detto il Domenichino.
S.Stefano Medio, Chiesa di S. Maria dei Giardini,
tavola “S. Maria dei Giardini” di Girolamo ALIBRANDI
1470-1524 detto il Raffaello di Messina. Allievo di ANTONELLO da
Messina e LEONARDO da Vinci. ( Il suo capolavoro “Purificazione
della Santa Vergine” si trova nella Cattedrale di Messina).
Nella stessa chiesa, una acquasantiera di Andrea CALAMECH sec.XVI.
Artisti a volte poco
celebrati, figli della nostra terra o che hanno vissuto e amato
questo territorio, autori di opere sopravvissute agli insulti del
tempo ed all’incuria spesso violenta dell’uomo …
che vale proprio la pena di ammirarle.
Le omissioni non sono volute e ce ne scusiamo. Molte altre sono
le opere d’arte custodite in tante
altre Chiese di altrettante località, basta avere la voglia
di andarle a scoprire.