Metrodoro, Stratigò di Messina nel 407, non immaginava
certo che il suo gesto di solidarietà sarebbe stato ricordato
ancora oggi dai suoi concittadini.
GRAN MIRCI, contrazione di “ Gran Mercè a Messina”
appare freddamente incastonato nei cancelli dell’ingresso
principale del Municipio, per ricordarne l’accadimento.
Avvenne in quell’anno che Arcadio, imperatore di Bisanzio,
recatosi a Tessalonica per liberarla dall’assedio nemico,
vi rimase egli stesso prigioniero. L’occasione fu ghiotta
per il nipote Costanzo, che ne usurpò il trono in Costantinopoli,
rifiutando di intervenire in aiuto. Cadde nel vuoto anche la richiesta
di soccorso verso il fratello Onorio, impegnato a difendere il
suo impero occidentale dalle incursioni dei barbari. Metrodoro,
regalandoci una bella pagina di storia, arma una potente flotta
a Messina e corre in soccorso di Arcadio.
Lo scontro nel mare di Tessalonica fu cruento, ma alla fine volse
a favore della flotta messinese. Eccitati dalla vittoria Metrodoro
ed i suoi uomini si spinsero fin dentro Tessalonica, liberando
Arcadio e scortandolo quindi fino a Costantinopoli, ove vennesconfitto
anche l’usurpatore Costanzo. ?Messina venne nominata Città
Imperiale e Principale, parigrado di Costantinopoli, col titolo
di Protometropoli della Sicilia e Magna Grecia. Esonero da tasse
e dalla leva militare per la cittadinanza. Vessillo imperiale
con nuovo stemma, l’attuale croce d’oro su fondo rosso.
L’imperatore Arcadio volle però ancora esaltare la
testimonianza dell’accadimento, facendo scolpire nel campanile
di Santa Sofia in Costantinopoli, “GRAN MERCE’ A MESSENE”
, espressione di riconoscenza etimologicamente risalente ad un
motto di origine greca.