Mi riparo all'ombra della mia città.......
La mia città è l'alba che affiora dalle acque.
La mia città è una porta aperta nel mare,
l'ombelico dei sogni.
Edifico parole
su castelli di silenzio
antichi come l'uomo che qui visse
e vi patì ogni furia.
Congiungo le mie mani alle sue
coste incrinate,
smarrisco il mio cuore tra i suoi approdi.
Domani indosserò ancora lo stupore del mare
nelle ali di una farfalla e volerò a quel fiore.
La mia città è un fiore
entro il quale ho costruito la dimora
della mia fragilità. |
Dentro un'alba senza rumore si sveglia la città
ancora cerchiata dal sonno,
bellissima schiava e padrona del suo mare eterno
d'onde appena mosse.
Messina, racchiusa nella rada del porto
come dentro un acquario, dardeggia nel sole
che l'infauta della luce d'un caldo mattino.
Maggio adesso è questo odore maturo
di gelsomini per le strade............
A definire i tuoi impalpabili confini
resta solo l'azzurro dei cieli dell'estate
precoce in cui divampi. |