Google
Sul Web Su dicearco.it
Fonte: Affari Italiani
Governo: il futuro si deciderà dopo l'Emilia. Tutti i possibili scenar
Condividi                       

di Gianni Pardo

C’è una discussione che imperversa da mesi: ammesso che in Emilia-Romagna il voto consegni la regione alla Lega, decretando la fine dell’egemonia comunista e post-comunista, durata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ciò comporterà la caduta del governo?

Le risposte a questa domanda sono varie. Chi è un parlamentare (e non parliamo di chi è Presidente del Consiglio per grazia ricevuta) dice che il voto non cambia i numeri della maggioranza - cosa vera - e dunque a suo parere il governo non risentirà di queste elezioni. E ciò quand’anche esse dovessero decretare una sonora sconfitta sia del Pd sia del M5s, la cui presenza è ormai di testimonianza. A danno del Pd.

Ovviamente questa spiegazione puramente tecnica non rivela il fondo del problema. Ciò che motiva la resistenza della maggioranza, aggrappata ai suoi numeri in Parlamento, è il fatto che, se si andasse a nuove elezioni, molti parlamentari non ritroverebbero più il loro scranno. Lo sottolineano brutalmente quei commentatori, come Vittorio Feltri, i quali osservano che è soltanto il forte interesse personale dei singoli parlamenti, più esattamente l’interesse a non perdere lo stipendio e la pensione, a prevalere su ogni altra considerazione. Ragione per la quale potremmo essere costretti a tenerci questo simil-governo fino alla scadenza naturale della legislatura. Quand’anche la gente avesse tendenza ad inseguire questi politici coi forconi, se mettono il naso fuori dal palazzo.

Molti altri invece sono convinti che il governo non possa durare per “incontestabili motivi morali”. La coalizione giallo-rossa, come numeri, forse ha rappresentato il popolo del marzo 2018, certo non quello di oggi. Da oltre un anno vi è un totale contrasto fra la maggioranza in Parlamento e la maggioranza nel Paese, tanto che questo governo, dal punto di vista astrattamente democratico, è già da tempo illegittimo. E figurarsi dopo un’ulteriore batosta. Ma questo ragionamento idealistico manca di base giuridica. E comunque la maggioranza non rinunzierebbe al seggio neanche se conservarlo fosse anticostituzionale, figurarsi quando a suo vantaggio convergono diritto e interesse. Dunque, per quanto convincente l’argomento possa apparire all’italiano medio, nei fatti non vale niente. Non si può votare ad ogni stormir di foglie, o appena il popolo cambia idea. Ad ammettere che abbia sbagliato, nel 2018, è bene che paghi per i suoi errori. Se soffre e si sente inascoltato, imputet sibi, se la prenda con sé stesso, non con chi approfitta dei suoi errori.

E tuttavia è possibile vedere il problema da un’altra angolazione, secondo la quale ambedue le tesi potrebbero essere insostenibili e “dogmatiche”. È vero che l’interesse è una molla potentissima, ma non sempre gli uomini agiscono per interesse. E non sempre riconoscono il loro. Sia la tesi morale, sia la tesi dell’interesse sono tutt’altro che a tenuta stagna. Lo studio della storia (stavolta magistra vitae) insegna che due delle forze più importanti degli avvenimenti sono il caso e, soprattutto, la follia. Due fattori del tutto ineliminabili e del tutto imprevedibili.

Come non bastasse, in politica gli attori in campo sono caratterizzati dalla mancanza di scrupoli e dall’avidità di potere. E a volte non solo di potere. Se dunque, a torto o a ragione, qualcuno penserà che a lui personalmente far cadere il governo convenga, nulla lo tratterrà. Se Erostrato fu disposto ad incendiare il tempio di Artemide senza ragione, figurarsi quanto sarebbe disposto a farlo un politico, se avesse da guadagnarci.

Rimane soltanto da ipotizzare un caso che renda verosimile uno schema. Ammettiamo che Italia Viva, il partitino di MatteoRenzi, sia essenziale alla maggioranza e ammettiamo che i suoi consensi, per come annunciati dai sondaggi, non aumentino. Identificata una causa popolare che ne valga la pena, cioè che abbia una notevole presa sul grande pubblico, Renzi potrebbe farsene paladino e, a sorpresa, far cadere il governo per essa. Il getto dei dadi potrebbe essere motivato sia dalla speranza del successo derivante da quella “coraggiosa iniziativa” in favore del popolo, sia dal fatto che il partitino non rischia niente, dal momento che non riesce a prendere il volo, nemmeno per superare lo sbarramento della proporzionale. E nel frattempo sarebbe caduto il governo, sarebbero state sciolte le Camere o chissà che altro.

La favola dello scorpione che chiede alla rana di traghettarlo e in corso di traversata la punge, facendola morire (e morendo lui stesso annegato, semplicemente “perché è la mia natura”) vale anche per gli uomini. Ecco perché si diceva che l’interesse non è una bussola sicura. Basti pensare a Fini. Per mesi ci si è scervellati per capire che cosa mai ci potesse guadagnare facendo la guerra a Berlusconi. Ma niente lo fece deflettere dall’azione intrapresa, fino al totale suicidio politico. La storia è fatta anche dai Gianfranco Fini.
Ti potrebbe interessare
26 Gennaio 2020



L'Emilia Romagna resta rossa, il centrodestra vola in Calabria

27 Gennaio 2020- di Andrea Indini L'Emilia Romagna resta rossa, mentre il centrodestra strappa alla sinistra la Calabria. Al termine di una campagna elettorale durissima e senza esclusione di colpi, che dal piano regionale ha sempre sconfinato su quello nazionale, il governatore uscente Stefano Bonaccini inacassa il 51,39% delle preferenze e vince sulla leghista Lucia Borgonzoni ...continua
Giustizia, le toghe contro Bonafede: "No a sanzioni e tempi strozzati"

26 Gennaio 2020- Un "rischio per la tutela dei diritti dei cittadini". Cosi' l'Anm bolla la proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede di programmare i tempi - 4 o 5 anni al massimo - dei processi penali, con l'ipotesi di sanzioni disciplinari per le toghe in caso di 'sforamenti'. I magistrati definiscono "irricevibile" e "brutale" questa previsione - contenuta nella bozza di ...continua
Successore Di Maio: nomi in lizza e alternative politiche. Il piano

26 Gennaio 2020- di Giuseppe Spadaro Terremoto in casa Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio a pochi giorni dalle elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna (qui un nostro speciale su elezioni-economia) lascia la guida politica del Movimento 5 Stelle. L’indiscrezione che pure circolava da alcune settimane ha trovato nelle ultime ore una rapida ed in parte inattesa conferma. Le ...continua
Coldiretti: anche con agrumi e kiwi si combatte l’influenza

26 Gennaio 2020- Con 2,8 milioni di italiani già finiti a letto con l’influenza arrivano i rimedi contadini per combattere a tavola il virus ormai vicino al picco stagionale. L’iniziativa è della Coldiretti con il primo “Vitamina Day” organizzato nel week end delle arance della salute promosso da Airc nei mercati di Campagna Amica di tutta Italia, a partire da quello di Roma del Circo Massimo e ...continua
Emilia Romagna, la mossa sfacciata di Conte terrorizzato dalle elezioni

26 Gennaio 2020- di Franco Bechis Nell'ultima notte prima del silenzio elettorale per il voto nelle regionali dell'Emilia Romagna e della Calabria il presidente del Consiglio Giuseppe Conte- disdetti tutti gli impegni esteri- ha chiamato a raccolta i suoi ministri per l'atto forse più indecente che si ricordi nella pure non adamantina storia dei governi della prima e della ...continua
Zingaretti sotto assedio vuol cambiare nome al Pd prima di essere cacciato

26 Gennaio 2020- di Pasquale Napolitano Un anno fa, all'indomani della vittoria alle primarie, Nicola Zingaretti si presentò nella veste di segretario del Pd con una promessa: «Sbaracchiamo dal Nazareno». Domani mattina, in caso di risultato negativo per il centrosinistra nella doppia sfida in Emilia Romagna e Calabria, il presidente della Regione Lazio rischia di essere il ...continua
Cgia, gli autonomi pagano più tasse di dipendenti e pensionati

26 Gennaio 2020- Le partite Iva pagano più Irpef dei dipendenti e dei pensionati. A dichiararlo, in una nota, è l'ufficio studi della Cgia di Mestre che, analizzando i dati relativi alla dichiarazione dei redditi del 2018 ha rilevato che, in media, l'Irpef versata dagli autonomi è di oltre 5mila euro contro i 4mila dei lavoratori dipendenti e i 3mila dei pensionati. Si tratta, ...continua
Mandiamoli a casa nel nome di Tortora

26 Gennaio 2020- di Alessandro Sallusti «Gli innocenti non finiscono mai in carcere» ha sostenuto con spocchia grillina il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per difendere la sua indifendibile abolizione della prescrizione, detta anche la riforma del «fine processi mai». In quelle sei parole di Bonafede è riassunto il problema che abbiamo, cioè quello di essere governati da una classe dirigente ...continua
Sicilia in agonia, il Sud si svuota

11 Agosto 2019- Il Sud sta morendo. Non è un'esagerazione. C'è un pezzo d'Italia che sta sprofondando nella recessione, dove non si trova un lavoro, dove i giovani scappano via, dove la popolazione diminuisce e invecchia. Un pezzo d'Italia senza futuro. Un pezzo d'Italia dove vivono, male, più di venti milioni di persone. Nel giorno in cui lo Svimez ha pubblicato il suo rapporto annuale sul Mezzogiorno, ...continua
Salvini: “Niente inciuci”. Di Maio detta 3 punti. Calenda: “L’idea di Renzi? Folle”

11 Agosto 2019- Poteva essere una tranquilla domenica di metà agosto, ma la crisi di governo ha stravolto i giochi. E così eccoci a raccontare una giornata che si scalda fin dalle prime ore della mattina. Il primo a intervenire è Matteo Salvini che su Twitter ribadisce la sua contrarietà a un esecutivo di transizione. "Inciuci, giochetti di palazzo, governi tecnici o ...continua
CENACOLO
Diventa protagonista di questo spazio, scrivici agli appositi indirizzi che trovi all'interno delle sezioni.
Pubblicizza in questo spazio i tuoi eventi
Scatti
Aerei Supersonici
Cucina
Gnocchi 'i cucuzza
Storia
Contribuisci a diffondere la storia della tua terra