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Fonte: Il Giornale
Mandiamoli a casa nel nome di Tortora
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di Alessandro Sallusti

«Gli innocenti non finiscono mai in carcere» ha sostenuto con spocchia grillina il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per difendere la sua indifendibile abolizione della prescrizione, detta anche la riforma del «fine processi mai».

In quelle sei parole di Bonafede è riassunto il problema che abbiamo, cioè quello di essere governati da una classe dirigente manettara e ignorante. Il ministro ragazzino saputello non sa neppure che l'Italia ha il triste primato di ingiuste detenzioni. Ogni anno, per colpa di magistrati arroganti, sciatti e incapaci, più di mille cittadini finiscono in cella pur essendo completamente innocenti e ogni anno lo Stato spende circa trenta milioni per risarcirli, almeno in piccola parte, del torto subito.

La malagiustizia è un cancro del Paese che non solo colpisce persone inerme ma tiene ben alla larga dall'Italia imprenditori e investitori esteri. Può un ministro della Giustizia non sapere chi era e che cosa è accaduto, tanto per fare un esempio, a Enzo Tortora? A mio avviso no, non può non saperlo né non rispettare il dramma di decine di migliaia di famiglie rovinate in tutti i sensi economico, sociale, psicologico - da clamorosi errori giudiziari.

Mandare un innocente in carcere dovrebbe diventare questo sì senza prescrizione un reato da punire con il carcere, possibilmente duro perché è un crimine grave, e così vedi che ai magistrati amici di Davigo e Bonafede gli passerebbe la voglia di fare gli spiritosi sulla pelle degli altri.

È urgente mandare via dalla stanza dei bottoni questa gentaglia bugiarda senza scrupoli né memoria che sta avvelenando (altro che Salvini) tutti i pozzi del Paese. Domani gli elettori dell'Emilia-Romagna e della Calabria hanno la possibilità di farlo a nome di tutti gli italiani. Mi auguro che accada, non solo e non tanto per poter essere meglio amministrati nei loro territori, ma per dare il segnale definitivo che la stagione illiberale del grillocomunismo deve essere archiviata una volta per tutte. Se lo faranno non ci sarà Mattarella, vescovi o sardine che tengano. Si tornerà al più presto al voto con la speranza di cambiare nelle urne nazionali quest'aria sempre più fetida che ci avvolge.
26 Gennaio 2020



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