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Fonte: Il Giornale
Il nemico dell’asse franco-tedesco: gli Stati Uniti di Donald Trump
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L’accordo siglato fra Emmanuel Macron e Angela Merkel ad Aquisgrana segna un ulteriore passo in avanti verso il rafforzamento dell’asse franco-tedesco. Berlino e Parigi hanno deciso di rafforzare le loro relazioni bilaterali di fatto mettendo da parte la stessa idea di Unione europea basata sulla comunità di tutti gli Stati membri. C’è un’alleanza che supera la stessa Ue: e sarà quella composta da Francia e Germania.

Come scritto su questa testata, i punti contenuti nelle 16 pagine dell’accordo sono molti e di profili estremamente diversi. Ci sono questioni economiche, politiche e infrastrutturali. Ma è quella militare e internazionale a destare particolare interesse, soprattutto in chiave globale. Soprattutto perché i due Paesi si trovano ora a dover gestire le tensioni sempre più crescenti con gli Stati Uniti e l’assoluto distacco con cui l’amministrazione di Donald Trump guarda all’Europa. Ed è proprio da queste tensioni che occorre ripartire per comprendere il motivo della preoccupazione americana all’accordo di Aquisgrana.
L’alleanza militare

Tra i diversi punti dell’accordo c’è la nascita di una stretta cooperazione in ambito strategico che è di fatto un’alleanza militare che se non sostituisce l’idea di Difesa comune europea, di fatto cambia radicalmente il quadro dei rapporti di forza. Saranno prima Francia e Germania, e poi tutto il resto degli Stati, a costituire una collaborazione militare che riguarda sia il “contributo” alla nascita di un esercito europei, sia alla nascita di una “cultura militare e di una industria comune degli armamenti“.

Parole decisamente importanti, che, unite alla decisione di “avvicinare” le rispettive politiche strategiche e di sostegno reciproco “in caso di un attacco militare”, forniscono un quadro molto più ampio della sinergia fra i due Stati. Idea che fra l’altro ricalca anche l’articolo 5 della Nato, e che proprio per questo viene vista con sospetto dall’Alleanza atlantica. A questo proposito, è stato anche rafforzato il ruolo del Consiglio di Difesa e di Sicurezza franco-tedesco, che “si riunirà regolarmente al massimo livello”.

Questo spostamento dell’asse fra Germania e Francia in sede militare, soprattutto per quanto riguarda l’industria degli armamenti, preoccupa inevitabilmente la Difesa degli Stati Uniti. Ed è lo stesso motivo per cui il Pentagono si sta opponendo, in maniera molto netta, all’idea di un’industria europea degli armamenti come regolato dalla Pesco. Il mercato europeo della Difesa interessa particolarmente agli Stati Uniti sia perché evita che l’Europa si renda autonoma dall’industria bellica americana in termini economici, sia perché in termini strategici significa avere una mano all’interno del sistema militare dei partner del Vecchio Continente.

E non a caso anche la Nato si è preoccupata di questa cooperazione prima in sede europea poi in sede franco-tedesca. C’è un profilo strategico che da Washington e Bruxelles guardano con estrema preoccupazione. Anche perché la Francia è una potenza nucleare con un arsenale indipendente.

Ma l’accordo di Aquisgrana segna anche una svolta dal punto di vista della politica internazionale e delle Nazioni Unite. Francia e Germania infatti si impegnano a are un impulso sempre più forte alle rispettive diplomazie per far sì che Berlino abbia un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza.

La questione non è naturalmente di secondaria importanza. Da tempo la Germania punta alla possibilità di avere un seggio al Consiglio di Sicurezza, dal momento che si sente fondamentalmente una potenza economica e commerciale ma politicamente fin troppo poco influente. In questi ultimi tempi, la Merkel ha avuto modo di partecipare a numerosi accordi internazionali ed è sempre più chiaro che la Germania rappresenti la potenza europea insieme alla Francia. Ma il riconoscimento formale in sede Onu cambia sensibilmente l’approccio.

In caso di passaggio a membro permanente, la Germania sarebbe ufficialmente fra le grandi potenze del mondo insieme a Regno Uniti, Russia, Stati Uniti, Cina e Francia. E gli equilibri mondiali ne uscirebbero modificati. Soprattutto perché la Germania, che ha un rapporti privilegiato con la Francia e che è un partner economico fondamentale con la Russia, risulterebbe un elemento molto scomodo per la politica americana al Palazzo di Vetro.

Trump, che non ha mai fatto mistero di ritenere le Nazioni Unite un potere superfluo, sa che su questo punto non si può transigere. Ed è per questo che da parte della Washington, l’accoglienza è stata fredda. Una Germania legata alla Russia, alla Francia e con l’idea di costruire un esercito europeo, rischia di essere un motivo di preoccupazione per la strategia americana in Europa.
27 Gennaio 2019



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