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Fonte: Il Giornale
Le divise e le passerelle dei nuovi Cip e Ciop
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di Alessandro Sallusti

Si marcano a vista, dove si sposta uno subito arriva l'altro, pronti a darsi battaglia di selfie, di strette di mano, di comparsate nei tg e di «ti prego, salvami tu».

C'è da chiedersi quando lavorino Di Maio e Salvini. Ovunque ci sia una tragedia o un lieto evento loro si precipitano come le api sul miele, a volte prima uno e poi l'altro, altre insieme, manco fossero Cip e Ciop, come è successo l'altro giorno a Catania sui luoghi del terremoto o mesi fa ai funerali delle vittime del ponte di Genova. Fanno venire in mente la barzelletta sui carabinieri che si muovono in coppia perché uno sa scrivere e l'altro leggere. Da qualche tempo cambiano anche l'abito in base all'occasione, manco stessero andando alla prima della Scala. Se si tratta di incendi e crolli Salvini sceglie la divisa da pompiere, se di arresti eclatanti quella da poliziotto. Di Maio va più sul casual, e al terremoto di Catania si è presentato, non si capisce a che titolo, con la sobria tenuta della Protezione civile, proprio lui che - come gli ha ricordato Bertolaso - in un passato non lontano, del corpo dei soccorritori volontari disse peste e corna.

Mi sorge il sospetto che appena vengono avvisati di una tragedia i primi pensieri dei due vicepremier siano per il guardaroba e gli orari degli aerei. Vediamo, oggi cosa mi metto per fare colpo sugli italiani? Ma sì, vada per il giubbotto da poliziotto, un classico con il quale non si sbaglia mai. Più che ministri sembrano attori in cerca della ribalta più efficace e in gara tra di loro per uscire primi sulla scena. Domanda stupida: non sarebbe meglio che si vestissero da ministri, tipo abito scuro, camicia bianca e cravatta come si conviene e stare in ufficio a lavorare invece che inseguirsi l'un l'altro per l'Italia a perdere tempo e soprattutto a farlo perdere a chi dovrebbe occuparsi delle emergenze e che invece è costretto a stare appresso a loro?

La campagna elettorale permanente è una brutta cosa, perché in campagna si raccontano frottole e si prendono impegni che, come dimostra anche questa manovra economica, già si sa di non poter mantenere. Se la recita avviene con gli stendardi di partito passi, ma se si usano divise care a tutti gli italiani l'inganno è doppio e sacrilego. Giù la maschera, meno divise, meno passerelle e più fatti.

Chiedere agli infreddoliti terremotati delle Marche per credere.
30 Dicembre 2018



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