Google
Sul Web Su dicearco.it
Fonte: Il fatto quotidiano
Manovra, il 2019 non promette nulla di buono per il governo.
Condividi                       

di Pierfranco Pellizzetti

Nell’interminabile travaglio, doloroso e grottesco, che ha accompagnato il parto della legge finanziaria 2019, tra tutti i contendenti il solo punto a favore è quello che può marcarsi il governo giallo-verde per aver tenuta botta – unico caso a memoria d’uomo – a fronte della Commissione europea: il merito del rifiuto di assumere la postura del tappetino; tutelando almeno formalmente la propria dignità di partner dell’Unione indisponibile a scendere al livello di uno Tsipras qualunque, che sbraita e fa il fenomeno a casa propria e poi – in trasferta – si trasforma in uno yes-man sottomesso a ogni prepotenza.

Posizione “verticale” – la nostra – in cui vigeva non solo calcolo elettorale ma anche legittima fierezza. E pure molto bluff teatralizzato, indubbiamente. Ma la politica ha una sua eminente dimensione simbolica che non deve mai essere sottovalutata. Cui possiamo aggiungere l’inaspettato soccorso della dea bendata: la fortunosa e inaspettata accensione dello stellone d’Italia, sotto forma di riacutizzarsi del pasticcio Brexit e di crollo improvviso della grandeur macroniana sotto schiaffo dei gilets jaunes, che ha dirottato altrove l’attenzione primaria di Bruxelles. Ennesima conferma che la fortuna aiuta gli audaci (o magari gli incoscienti).

Per il resto – dato al nostro governo quello che è del governo – la sostanza dell’intera vicenda è stata di una pochezza disarmante in quanto a contenuti.

Intanto siamo tornati ai dibattiti parlamentari silenziati a colpi di fiducia; con un effetto silenziamento che non riesce a nascondere la mancanza di progetto politico, che non sia quello di blandire i rispettivi elettorati dei due azionisti di governo. Difatti solo Luigi Di Maio (o a suo tempo Matteo Renzi) può pensare che distribuire mance a pioggia evochi una Mano Invisibile che innesca sviluppo. Tema che non tocca minimamente Matteo Salvini, intento a coccolarsi gli energumeni del tifo ultras, che potranno venire bene a partire dalle votazioni del prossimo maggio. Per le abbinate elezioni europee e amministrative. Sempre che il Capitano dal tweet facile non pensi di incassare in politiche anticipate il tesoretto virtuale di consensi accreditatigli dai sondaggi.

Perché l’intermediario tra i due effettivi capi di governo Giovanni Conte ha un bel dire che la compagine non deve e non può essere sciolta, può ingegnarsi a scaricare le tensioni interne promettendo rimpasti che gli vengono immediatamente smentiti. Il fatto è che il boss leghista è animale dalle antenne troppo sensibili per non rendersi conto che quando gli effetti della manovra economica di fine anno entreranno in funzione saranno dolori. Altro che “finanziaria del popolo”, il varo del vagheggiato nuovo corso di risanamento nazionale.

Difatti se Luigi Di Maio sguaina in permanenza il suo ormai cronico sorriso incosciente, il faccione salviniano rivela una crescente cupezza per i segnali che gli giungono dalle sue storiche enclave a Nord-Est; siano le associazioni industriali, sia il governatore veneto Zaia, che percepiscono aggravamenti sociali ed economici in arrivo. Sotto forma di ulteriore caduta libera del sistema produttivo, dopo le tante chiacchiere sulle imprese 4.0 e le meraviglie competitive inesistenti del nostro export, ma anche come risentimento montante quando sarà percepito appieno l’effetto di aggravamento della pressione fiscale determinato dai pasticci governativi.

La previsione che qui si fa è che anche per il tandem Salvini-Di Maio la luna di miele con il Paese tenda all’esaurimento. Ma il primo si è costruito un marchingegno che a breve lo mette in sicurezza nei confronti della crescente natura ondivaga del corpo elettorale. Per il secondo, dopo aver dilapidato tra Puglia e Val di Susa buona parte del capitale di consensi che aveva portato 5S a essere il primo partito nazionale, potrebbe prefigurarsi un destino analogo a quello dell’Italia dei Valori e del suo guru Antonio Di Pietro. Del resto esperienze che trovano il proprio trait d’union nel comune patrocinio della Casaleggio Associati.

Mentre continua a essere incomprensibile cosa le opposizioni ci stiano a fare.
30 Dicembre 2018



L'Emilia Romagna resta rossa, il centrodestra vola in Calabria

27 Gennaio 2020- di Andrea Indini L'Emilia Romagna resta rossa, mentre il centrodestra strappa alla sinistra la Calabria. Al termine di una campagna elettorale durissima e senza esclusione di colpi, che dal piano regionale ha sempre sconfinato su quello nazionale, il governatore uscente Stefano Bonaccini inacassa il 51,39% delle preferenze e vince sulla leghista Lucia Borgonzoni ...continua
Giustizia, le toghe contro Bonafede: "No a sanzioni e tempi strozzati"

26 Gennaio 2020- Un "rischio per la tutela dei diritti dei cittadini". Cosi' l'Anm bolla la proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede di programmare i tempi - 4 o 5 anni al massimo - dei processi penali, con l'ipotesi di sanzioni disciplinari per le toghe in caso di 'sforamenti'. I magistrati definiscono "irricevibile" e "brutale" questa previsione - contenuta nella bozza di ...continua
Governo: il futuro si deciderà dopo l'Emilia. Tutti i possibili scenar

26 Gennaio 2020- di Gianni Pardo C’è una discussione che imperversa da mesi: ammesso che in Emilia-Romagna il voto consegni la regione alla Lega, decretando la fine dell’egemonia comunista e post-comunista, durata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ciò comporterà la caduta del governo? Le risposte a questa domanda sono varie. Chi è un parlamentare (e non parliamo di chi ...continua
Successore Di Maio: nomi in lizza e alternative politiche. Il piano

26 Gennaio 2020- di Giuseppe Spadaro Terremoto in casa Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio a pochi giorni dalle elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna (qui un nostro speciale su elezioni-economia) lascia la guida politica del Movimento 5 Stelle. L’indiscrezione che pure circolava da alcune settimane ha trovato nelle ultime ore una rapida ed in parte inattesa conferma. Le ...continua
Coldiretti: anche con agrumi e kiwi si combatte l’influenza

26 Gennaio 2020- Con 2,8 milioni di italiani già finiti a letto con l’influenza arrivano i rimedi contadini per combattere a tavola il virus ormai vicino al picco stagionale. L’iniziativa è della Coldiretti con il primo “Vitamina Day” organizzato nel week end delle arance della salute promosso da Airc nei mercati di Campagna Amica di tutta Italia, a partire da quello di Roma del Circo Massimo e ...continua
Emilia Romagna, la mossa sfacciata di Conte terrorizzato dalle elezioni

26 Gennaio 2020- di Franco Bechis Nell'ultima notte prima del silenzio elettorale per il voto nelle regionali dell'Emilia Romagna e della Calabria il presidente del Consiglio Giuseppe Conte- disdetti tutti gli impegni esteri- ha chiamato a raccolta i suoi ministri per l'atto forse più indecente che si ricordi nella pure non adamantina storia dei governi della prima e della ...continua
Zingaretti sotto assedio vuol cambiare nome al Pd prima di essere cacciato

26 Gennaio 2020- di Pasquale Napolitano Un anno fa, all'indomani della vittoria alle primarie, Nicola Zingaretti si presentò nella veste di segretario del Pd con una promessa: «Sbaracchiamo dal Nazareno». Domani mattina, in caso di risultato negativo per il centrosinistra nella doppia sfida in Emilia Romagna e Calabria, il presidente della Regione Lazio rischia di essere il ...continua
Cgia, gli autonomi pagano più tasse di dipendenti e pensionati

26 Gennaio 2020- Le partite Iva pagano più Irpef dei dipendenti e dei pensionati. A dichiararlo, in una nota, è l'ufficio studi della Cgia di Mestre che, analizzando i dati relativi alla dichiarazione dei redditi del 2018 ha rilevato che, in media, l'Irpef versata dagli autonomi è di oltre 5mila euro contro i 4mila dei lavoratori dipendenti e i 3mila dei pensionati. Si tratta, ...continua
Mandiamoli a casa nel nome di Tortora

26 Gennaio 2020- di Alessandro Sallusti «Gli innocenti non finiscono mai in carcere» ha sostenuto con spocchia grillina il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per difendere la sua indifendibile abolizione della prescrizione, detta anche la riforma del «fine processi mai». In quelle sei parole di Bonafede è riassunto il problema che abbiamo, cioè quello di essere governati da una classe dirigente ...continua
Sicilia in agonia, il Sud si svuota

11 Agosto 2019- Il Sud sta morendo. Non è un'esagerazione. C'è un pezzo d'Italia che sta sprofondando nella recessione, dove non si trova un lavoro, dove i giovani scappano via, dove la popolazione diminuisce e invecchia. Un pezzo d'Italia senza futuro. Un pezzo d'Italia dove vivono, male, più di venti milioni di persone. Nel giorno in cui lo Svimez ha pubblicato il suo rapporto annuale sul Mezzogiorno, ...continua
CENACOLO
Diventa protagonista di questo spazio, scrivici agli appositi indirizzi che trovi all'interno delle sezioni.
Pubblicizza in questo spazio i tuoi eventi
Scatti
Eruzioni Vulcaniche
Cucina
Risu Niru
Storia
Contribuisci a diffondere la storia della tua terra