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Fonte: Il Giornale
Piano del governo per tagliare le pensioni sociali
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Una stangata anche sulle pensioni sociali? Adesso a quanto pare l'esecutivo sta per mettere nel mirino anche gli assegni più bassi.

L'obiettivo è uno solo: fare cassa. Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, parlando delle sforbiciate sugli assegni alti è stato abbastanza chiaro con un'accusa forte al governo: "Ci è stato chiesto di fare delle simulazioni sulle cosiddette pensioni d’oro, ma ci hanno chiesto di partire dalla cifra da risparmiare, invece che il contrario.

È un segnale del fatto che l’esigenza non è l’equità ma fare cassa". Lo scenario potrebbe ripetersi sulle pensioni sociali. Come riporta la Verità, l'esecutivo starebbe preparando un vero e proprio piano per tagliare anche questi assegni.

Secondo i conti fatti dal fondatore di Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla, per alzare le pensioni minime a 780 euro servono 6 miliardi. Per innalzare poi a 780 euro un altro milione di assegni sociali servirebbero altri 3,5 miliardi. Troppo. E così l'esecutivo vuole una rivisitazione completa delle pensioni Inps che costano all'erario ben 39 miliardi di euro.

Una mossa che potrebbe rivisitare l'assegnazione di pensioni sociali, assegni, sussidi e altre prestazioni assistenziali. L'esecutivo di fatto metterà nel mirino per il momento solo gli assegni sociali lasciando da parte quelli di invalidità o quelli per i superstiti. Il metodo che ha intenzione di usare il governo potrebbe portare ad un cambiamento radicale degli assegni. Infatti il parametro utilizzato non sarà più quello del reddito individuale ma quello dell'Isee. Dunque verrà preso in considerazione l'intero patrimonio del singolo e di tutto il nucleo familiare.

L'erogazione dell'assegno non si baserà più solo sul reddito. E così scatterebbero i tagli. Sfrobiciate dell'8 per cento sugli assegni che in questo momento ammontano a circa 400 euro. Le risorse risparmiate verranno destinate al rinnovo dei centri per l'impiego e al reddito di cittadinanza. Ma in questo quadro i grillini da un lato promettono aumenti sulle minime, dall'atro taglierebbero gli assegni sociali. Un vero e proprio cortocircuito che alimeta ancora una volta la confusione sul fronte previdenziale.
15 Dicembre 2018



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