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Fonte: Il fatto quotidiano
Karrenbauer è la nuova leader della Cdu: eletta l’erede della Merkel.
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Dopo 18 anni finisce l’era di Angela Merkel alla guida dell’Unione cristiano democratica. Ma il suo partito ha scelto per la continuità, eleggendo a presidente la segretaria generale e delfina della cancelliera Annegret Kramp-Karrenbauer. Akk, così come viene soprannominata, ha battuto Friedrich Merz, il 62enne uomo d’affari e pupillo dell’attuale presidente del Bundestag, Wolfgang Schäuble, che avrebbe invece rappresentato la vera rottura con il passato. La visione interna alla Cdu su quale debba essere il futuro del partito resta però incerta: i delegati hanno scelto la Karrenbauer con 517 voti, pari al 51,75%, contro i 482 andati al suo sfidante al ballottaggio. L’altro candidato, il ministro della sanità Jens Spahn, si è fermato invece al primo turno.

Proprio per questo il compito “più urgente” di Kramp-Karrenbauer, come scrive il quotidiano conservatore Faz nella sua versione online, sarà proprio la “fusione”: riuscire a tenere insieme le anime della Cdu rappresentate da Merz e Spahn, per superare quelle lacune che si sono aperte proprio nella fase finale dell’era Merkel. Anche per questo la dirigente e madre di tre figli ha cercato di discostarsi dalla figura ingombrante della cancelliera, rifiutando l’appellativo di “mini-Merkel” con cui era stata etichettata.

Ma è pur vero che i cristiano-democratici hanno dimostrato che il fascino della Mädchen diventata Mutti è ancora forte e presente tra i corridoi del numero 8 di Klingelhöferstraße. Lo ha dimostrato l'”arrivederci” che le è stato riservato dopo 18 anni di leadership, con i cartelli. i Danke e gli applausi. Ora a chi prende la sua eredità toccherà il compito di modernizzare quel potenziale e quelle ambizione ancora presenti nella Cdu.

Gli effetti sul governo di Berlino – A farlo sarà Kramp-Karrenbauer e la prima a tirare un sospiro di sollievo è proprio Frau Merkel che per la prima volta si ritroverà a governare la Germania senza avere contemporaneamente le redini del suo partito. Ora al fianco avrà però una fedelissima, ma soprattutto una figura digeribile anche per gli alleati socialdemocratici. Quella Spd già fragile contro cui invece Merz si è scagliato più volte nel corso della sua campagna, rimarcando differenze e distanze tra i due partiti alla guida della Grosse Koalition. Con un presidente della Cdu invadente e combattivo, i deboli equilibri interni al governo avrebbero rischiato di portare alla fine dell’esperienza Merkel anche a Berlino.

I rapporti con l’estrema destra e l’Ue – Ma la scelta della continuità ha delle conseguenze dirette anche sull’Unione europea. Non è un caso infatti che nel suo discorso davanti al congresso Cdu, Karrenbauer abbia rimarcato che “il nostro compito è vincere le elezioni europee con Manfred Weber“. Akk ha invitato il suo partito ad avere “coraggio” e quindi a “non inseguire i pittori neri“, con un chiaro riferimento all’Alternative fuer Deutschland. Una posizione completamente diversa da quella presa da Merz che sul palco ha voluto sottolineare come “i nostri avversari non sono i populisti di destra e di sinistra, ma i socialdemocratici, i verdi e l’Fdp”. “E anche se governiamo con loro, molto ci distingue da questi socialdemocratici”, ha detto ad Amburgo.

Chi è Kramp-Karrenbauer – In due dichiarazioni, le strade opposte che la Cdu avrebbe potuto imboccare, influenzando di conseguenza la politica tedesca e l’intera Unione europea. La Karrenbauer è diventata segretario generale della Cdu nel 2o18 proprio su iniziativa di Angela Merkel. È stata il braccio destro del Cancelliere, è a lei che Frau Merkel avrebbe voluto lasciare le chiavi del numero 8 di Klingelhöferstraße.

Le affinità sono molte: dallo stile sobrio e il profilo basso, alla vicinanza all’ala più moderata del partito. Per distinguersi dalla cancelliera, Akk ha puntato sulla questione migratoria, dicendo di voler invertire la rotta con regole più rigide che accontentino anche l’ala conservatrice del partito. Ma nel suo programma e nel suo discorso ha puntato soprattutto sullo sviluppo del digitale e su una maggiore attenzione alle tematiche ambientali.

Lo sfidante conservatore – La scelta di Merz, politico di vecchia guardia e con nove anni passati nel mondo delle banche e della finanza, avrebbe portato a un approccio più conservatore, meno moderato e aperto ai compromessi nei confronti della sinistra, con l’obiettivo di recuperare la voragine di voti persi a destra dal partito e che sono finiti all’estrema destra di Afd. “Nessuna sconfitta personale” e “nessuna delusione“, ha commentato Schaeuble, primo tifoso di Merz. “L’elezione di Annegrett Kramp Karrenbauer è l’esito di un processo democratico e il partito trae grande vantaggio da questo processo – ha detto il presidente del Bundestag – il fatto che si sia imposta su due candidati forti le dà buoni presupposti per guidare il partito”.
8 Dicembre 2018



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