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Fonte: Il Giornale
Così la polizia arresta i liceali: ​quel video che inguaia Macron
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La crisi dei gilet gialli, ormai presentata in Francia come una situazione "pre insurrezionale", sta infliggendo il colpo di grazia a Emmanuel Macron che ha ormai raggiunto il livello più basso di popolarità dal suo insediamento.

E anche oggi si è trovato a dover affrontare un'altra guerriglia in quello che è il quarto atto della protesta. Così, mentre il premier Edouard Philippe ha mobilitato "mezzi eccezionali" con oltre 65mila agenti di polizia e membri delle forze dell'ordine, il governo è finito sotto accusa per un video che riprende gli studenti in ginocchio e con le mani alzate (guarda il video).

Secondo l'ultimo sondaggio YouGov, Macron ha perso altri tre punti. Ormai a credere in lui è solo il 18% dei francesi. La popolarità di Philippe è invece diminuita di sei punti attestandosi a quota 21%. Tanto che ora il premier vede a rischio anche la sua permanenza a Matignon. I partiti della sinistra hanno pronta una mozione di sfiducia: sarà presentata lunedì prossimo all'Assemblea nazionale e porterà la firma di La France Insoumise, il partito di Jean-Luc Melenchon, e del Partito comunista.

A pesare su di loro e su tutta la polizia francese c'è anche un video che è stato pubblicato nelle ultime ore su YouTube e che riprende alcune forze dell'ordine mentre stanno facendo inginocchiare un centinaio di studenti di un liceo di Mantes-la-Jolie, obbligandoli a tenere le mani sulla testa (guarda il video). Queste immagini, come riporta l'Huffington Post, sarebbero state girate al termine dei violenti scontri che si sono consumati nella banlieue parigina.

L'episodio, avvenuto vicino a un istituto di Mantes-la-Jolie, nel dipartimento di Yvelines, sta creando non poco imbarazzo nel governo francese. "Quali che siano le accuse, nulla giustifica questa umiliazione di minori", ha detto il primo segretario del Partito socialista, Olivier Faure invitando i ministri dell'Interno, Christophe Castaner, e dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer, a "reagire rapidamente". La stessa richiesta è arrivata da altri esponenti dell'opposizione che si chiedono "cosa possa giustificare una scena del genere" e "chi abbia dato l'ordine di farlo".

Il Difensore dei diritti ha fatto sapere che aprirà un'indagine sugli arresti. "L'indagine si concentrerà sulle condizioni in cui sono stati fermati gli studenti", ha spiegato ricordando di avere la responsabilità di "assicurare il rispetto della deontologia" della polizia e difendere "il miglior interesse dei minori".

Ieri striscioni, cartelloni e pattumiere hanno bloccato l'accesso a decine di scuole superiori. La protesta è presto dilagata da Parigi alle banlieue, da Aix en Provence alla Normandia e alla Bretagna. Migliaia di liceali sono scesi per le strade di Marsiglia e Nizza dove sono state lanciate pietre ed è stato dato fuoco ai cassonetti dell'immondizia.

In tutta la Francia sono stati fermati almeno 700 studenti. Molti di questi erano in possesso di "pietre, armi improprie, bastoni e mazze da baseball". L'agitazione nei licei era già cominciata la scorsa settimana, ma proprio per far crescere la pressione sull'esecutivo, sfruttando anche la breccia aperta dai gilet gialli, sindacati e associazioni di studenti hanno rafforzato il movimento di protesta.
8 Dicembre 2018



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