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Fonte: Il Giornale
Nomine e concorsi nella sanità: arrestato il governatore Pittella
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Terremoto giudiziario alla Regione Basilicata. Il governatore Marcello Pittella, esponente del Partito democratico in carica dal 2013, è finito agli arresti domiciliari.

È, infatti, tra le persone coinvolte nella maxi inchiesta condott dalla procura di Matera per questioni connesse a concorsi e nomine nella sanità lucana anche il direttore generale e la direttrice dell'azienda sanitaria di Matera. Per i trenta finiti in manette si configurano adesso una sfilza di reati contro la Pubblica amministrazione in Basilicata.

Le accuse sono tutte pesantissime. Si va dall'buso d'ufficio al falso ideologico, dalla truffa aggravata alla corruzione. E coninvolge una trentina di esponenti di spicco della Regione Basilicata. Oltre al governatore, fratello dell'eurodeputato dem Gianni Pittella, sono finiti agli arresti anche il direttore generale dell'Asl di Bari, Vito Montanaro, e il responsabile dell'anticorruzione dell'Asl, Luigi Fruscio.

"È la politica che condiziona pesantemente la gestione delle Aziende sanitarie lucane e in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità", scrive il gip Angela Rosa Nettis secondo cui l'intero sistema era stato orchestrato non solo per "ampliare il consenso elettorale" ma anche "allo scopo di 'scambiare' favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania".

"Deus ex machina di questa distorsione istituzionale nella sanità lucana", secondo gli inquirenti, era proprio Pittella che non si limitava a "formulare gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l'efficienza della Sanità regionale" ma influenzava anche "le scelte gestionali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere lucane interfacciandosi direttamente con i loro direttore genereli i quali sono stati tutti nominati con delibere di giunta regionale nonchè con i successivi decreti del governatore" (guarda il video).

Fu grazie al direttore generale Asm Pietro Quinto (da oggi in carcere) che don Angelo Gallitelli, segretario del vescovo di Matera Antonio Giuseppe Caiazzo interessato a far ammettere la sorella Maria e un amico al percorso di formazione, a numero chiuso e per massimo 50 posti per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola primari, riuscì a "trovare prontamente un'alternativa" a Pittella. Fu, infatti, messo in contatto con Vito De Filippo, all'epoca viceministro dell'Istruzione nel governo Gentiloni (e prima ancora con Matteo Renzi) e ora deputato del Pd.

"Le richieste del prelato - si legge nell'ordinanza cautelare del gip di Matera - risulteranno esaudite perché la sorella di Gallitelli risulterà vincitrice del concorso, che era stato indetto dall'Università della Basilicata per l'anno accademico 2016/17". La circostanza rende molto bene l'idea di come Quinto fosse "il collettore delle raccomandazioni che promanano" da Pittella. Era infatti lui a "intrattenere significativi rapporti con altre figure politiche e religiose di spicco".
7 Luglio 2018



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