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Fonte: Il Giornale
Orban benedice Salvini e Austria: "In Ue ora ci sono uomini duri"
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L'asse sembra ormai assodato. Matteo Salvini e Viktor Orban, da quando il leghista è diventato ministro dell'Interno, si mandano segnali di apprezzamento reciproco.

Un'alleanza che potrebbe portare l'Italia al fianco dei Paesi di Visegrad e che già - in occasione della discussione sulla riforma di Dublino - ha messo in difficoltà gli altri partner dell'Ue.

Il primo ad allacciare rapporti era stato Salvini. Da Frosinone il ministro aveva parlato dell'Ungheria come di un paese con cui l'Italia potrà cambiare l'Europa. Entrambi, in fondo, sono dichiaratamente euroscettici. E sia Orban che il leghista si sono trovati sulla stessa barricata contro la libera circolazione delle Ong dei migranti nel Mediterraneo o in Est Europa. Con loro, ed è una Triplice Allenaza davvero inedita in Ue, si è schierato ora anche Sebastian Kurz, forse il più moderato tra i tre leader ma che in Austria è Cancelliere grazie ai voti dell'Fpo. Partito amico di Lega e Orban.

Ecco allora che proprio in occasione dell'incontro dei ministri dell'Interno europei di qualche giorno fa in Lussemburgo, Ungheria, Austria e Italia si sono trovati sulla stessa nave. "L'Italia è un alleato forte", ha detto il ministro di Kurz a margine dell'incontro che ha fatto naufragare la riforma di Dublino sulle domande di asilo dei migranti. E oggi Orban torna alla carica, rinsaldando un legame di cui gli altri Paesi Ue difficilmente non potranno tenere conto. "Le cose procedono secondo i miei gusti - ha detto oggi il premier ungherese - nella politica europea sono apparsi protagonisti duri. Sarà chiaro che siamo ragazzi ben educati rispetto ai nuovi leader che ora aprono la bocca e dicono cose che sorprendono anche gli ungheresi. È ciò che vedo in Austria e in Italia".

Orban sa bene che in Italia il boom elettorale della Lega è dovuto alla volontà dei cittadini "di fermare l'immigrazione". Ed è su questa corda che le tre nazioni intendono suonare all'unisono. È vero: ieri l'Austria ha proposto di creare campi di accoglienza in stati "extra-Ue" che l'Ungheria non vede di buon occhio. Un punto di contrasto, forse, che però potrà essere superato facilmente. Orban vorrebbe "luoghi di accoglienza in Africa" tanto da ricordare che Visegrad "ha già offerto molti milioni di euro (35, ndr) al governo italiano perché possa avviare il suo progetto di trasportare gli immigrati fuori dal suo territorio".

Le convergenze programmatiche arriveranno. Per ora a contare è il posizionamento nello scacchiere geopolitico. E Orban, Salvini e Kurz (o lFpo) sembrano già sulla buona strada per formare un fronte unitario. Non è un caso se Italia e Visegrad hanno deciso di far crollare la riforma di Dublino anche se avevano (e hanno) due punti di vista differenti (se non opposti): l'importante, oggi, è dare segnali all'Ue sul cambio di registro in corso.

Attenzione: l'accordo Ungheria-Italia passa dal ministro dell'Interno. Non da Giuseppe Conte. Infatti, riferendosi alla dichiarazione del premier italiano secondo cui i rifugiati in Italia dovrebbero essere redistribuiti in Ue, Orban ha sbattuto la porta in faccia al giurista: "Qui non invieranno nessuno".
8 Giugno 2018



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