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Fonte: Il Giornale
Trump vuole la Russia al G8. E Conte si schiera con lui
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Donald Trump arriva al G7 e spiazza, di nuovo, tutti. Con una dichiarazione ai cronisti, The Donald ha riaperto la porta del G8 anche alla Russia. Un gesto di distensione dopo anni di attriti causati dalla questione ucraina, ma che - pur avvicinando Putin e gli Usa - rischia di aumentare gli attriti con l'Ue.

"Un tempo questo era il G8, perché c'era anche la Russia", ha detto Trump rispondendo alle domande dei cronisti prima del vertice in programma in Canada. "Ora la Russia non c'è. Io amo il nostro paese, sono stato l'incubo peggiore per la Russia. Sono sicuro che Putin in questo momento si stia augurando che avesse vinto Hillary Clinton. Detto questo, la Russia dovrebbe partecipare a questo meeting".

Il presidente Usa sa che la sua dichiarazione potrebbe scatenare i soliti retroscena alimentati dall'inchiesta su russiagate. Ma nonostante riconosca che "potrebbe essere politicamente non corretto", pensa che "abbiamo un mondo da gestire e dovrebbero permettere alla Russia di rientrare. Dovremmo avere la Russia al tavolo delle negoziazioni". Il riferimento, ovviamente, è agli altri Paesi del G7. Francia e Germania in testa.

Nel 2014, infatti, dopo l'annessione della Crimea, gli Stati indutrializzati decisero si estromettere Mosca dai vertici mondiali. Decisione che per Trump andrebbe rivista e che, ora, rischia di allargare ancora di più il burrone che divide gli Usa dall'Europa. Non è un caso se Macron, prima che il vertice inizi, ha chiesto un incontro con gli altri leader europei del G7. Fino ad oggi Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna hanno sempre tenuto le posizioni di una netta avversione a Putin. Il fronte, però, è destinato a spezzarsi.

Giuseppe Conte, infatti, non si è fatto pregare due volte e, arrivato in aereo al meeting - con qualche polemica -, ha subito sposato la linea di The Donald. "Sono d'accordo con il Presidente Donald Trump: la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell'interesse di tutti", ha scritto su Twitter Conte. Proprio lui che, durante il suo discorso per la fiducia al Senato, aveva inviato messaggi di distensione verso Mosca e chiesto all'Occidente di rivedere la sua posizione sulle sanzioni. Parole che hanno in qualche modo allarmato l'Ue anche se il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, si è detto certo che "i paesi europei del G7 avranno la stessa posizione, magari non nei dettagli, ma sulla linea generale".
8 Giugno 2018



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