Google
Sul Web Su dicearco.it
Fonte: Il Giornale
Maxi-stipendi, privilegi e ritardi. I numeri della casta delle toghe
Condividi                       

Se chiedete all'Inps qual è lo stipendio medio di un magistrato vi risponderà che è di poco più di 125mila euro lordi l'anno. A parte il fatto che si tratta comunque del trattamento più ricco tra tutte le categorie di dipendenti pubblici (compresi diplomatici e dipendenti della presidenza del Consiglio) quella cifra è falsa.

O, meglio, è vera, ma non tiene conto delle «indennità fisse e accessorie». Solo aggiungendo questa parte della retribuzione si giunge al numero vero.

Per arrivare alla cifra totale non bisogna rivolgersi all'Inps, secondo il quale nel 2016 la retribuzione contrattuale di un magistrato è stata appunto di 125.637 euro, ma bisogna controllare l'annuario statistico della Ragioneria Generale dello Stato, i cui dati si fermano al 2014 (l'annuario di quest'anno conterrà i dati del 2015).

Aggiungendo la voce «indennità fisse e accessorie», lo stipendio di un magistrato sale a 142.554 euro. Per dare un'idea: è quasi 5 volte lo stipendio medio di un professore; 3,5 volte quello di un dipendente di un ente di ricerca e 3,3 quella di un docente universitario.

Ma c'è di più: il sito Truenumbers.it ha elaborato il ritmo di crescita degli stipendi dei magistrati nel corso degli anni e ha scoperto qualcosa di molto interessante. Sempre considerando l'intera retribuzione, la retribuzione di un magistrato è passata da 120.161 euro del 2007 a 142.554 del 2014, il tutto mantenendo praticamente stabile la retribuzione fissa, sottoposta al blocco degli aumenti del pubblico impiego.

Ad aumentare è stata la parte «variabile» e l'anno in cui è cresciuta di più è stato il 2012, in pieno governo Monti, durante il quale la busta paga è passata da 131.295 euro a 141.675 euro. In sostanza mentre il professore della Bocconi reintroduceva l'Imu sulla prima casa e aumentava l'età pensionabile, gli stipendi dei magistrati crescevano al ritmo rossiniano di 833 euro ogni mese per 12 mesi.

Naturalmente in questa media ci sono tutti: magistrati e giudici molto produttivi e quelli meno. Quali sono i primi e i secondi? L'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha redatto la classifica dei migliori e peggiori tribunali d'Italia sulla base dei dati del 2015, considerando un indice chiamato «indicatore di sforzo». Ovvero un coefficiente che stabilisce di quanto un tribunale dovrebbe aumentare il numero di procedimenti definiti ogni anno perché in quel tribunale si arrivi alla parità tra procedimenti aperti e procedimenti chiusi nell'arco di tre anni.

Il risultato è che il tribunale di Patti dovrebbe aumentare i processi definiti del 96% ogni anno, quindi quasi il doppio di ora. Quello di Vallo della Lucania dell'88% e quello di Barcellona Pozzo di Gotto del 70%. Aosta, Ferrara e Vercelli, invece, dovrebbero lavorare meno, perché hanno un «indicatore di sforzo» negativo rispettivamente del 9%, del 7% e del 4% e questo significa che la parità tra procedimenti che si aprono e procedimenti che si chiudono è già stata raggiunta.

Nel grafico in queste pagine sono indicati i 10 peggiori tribunali italiani (quelli che hanno un valore positivo) e i 10 migliori (quelli con un valore negativo). Milano, in questa classifica, sta a metà: dovrebbe aumentare il numero di processi definiti dell'1% l'anno.

Questa scarsa produttività è stata compensata da alcuni correttivi del sistema giudiziario che hanno accelerato i tempi di definizione dei processi. Tra questi il processo telematico, l'obbligo del tentativo di conciliazione e, non ultimo, il taglio dei giorni di ferie dei magistrati, che le toghe hanno osteggiato con tutte le loro forze. Il risultato è che l'arretrato civile è in calo dal 2011. L'arretrato resta comunque enorme: 3.761.613 processi da definire a marzo di quest'anno rispetto agli oltre 5 milioni e 700mila del 2009, quando il sistema ha rischiato effettivamente di andare in tilt.

Quegli oltre 3,7 milioni di processi arretrati non hanno solo un riflesso sulla qualità della giustizia, ma sono anche una terribile minaccia per le finanze pubbliche. Nel 2001 l'onorevole prodiano Michele Pinto ha dato il nome a una legge («legge Pinto») in base alla quale il cittadino che si ritiene danneggiato per l'eccessiva durata di un processo può chiedere il risarcimento allo Stato.

Ovviamente non tutti i protagonisti di quei 3,7 milioni di processi possono chiedere il risarcimento, ma solo quelli che rientrano nelle fattispecie della legge, ovvero quelli il cui processo dura da oltre tre anni per il primo grado, due anni per l'appello e un anno in Cassazione. E quanti sono questi processi? Esattamente 607.233.

Ipotizzando che solo una persona per ogni processo chiedesse un risarcimento (eventualità che non succede mai), ci sarebbero 607.233 richieste di risarcimento. Per evitare il rischio di dover rifare i conti del bilancio pubblico, nel 2012 sempre il governo Monti ha limitato questa possibilità e fissato un minimo (400 euro) e un massimo (800 euro) risarcibile per ogni anno di ritardo oltre i termini fissati per legge. Ecco perché i magistrati, oltre che per gli stipendi stratosferici, a confronto con quelli di tutti gli altri dipendenti pubblici, se non lavorano abbastanza rischiano di pesare sul bilancio dello Stato due volte.
23 Luglio 2017



Sei anni per scrivere la sentenza. Il Csm: «Niente di male»

13 Ottobre 2017- «Ma di cosa stiamo parlando? Il giudice Neri fa il presidente di sezione? Ma se non ha neppure le qualità per fare il magistrato. Questo è un caso clamoroso!». Non ha usato mezzi termini il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio per stigmatizzare la decisione di questa settimana del Consiglio superiore della magistratura di riesaminare la valutazione di ...continua
Roberto Saviano: “La fiducia sul Rosatellum-bis è un agguato alla democrazia”

13 Ottobre 2017- Il Bacio feroce ha il sapore del sangue, come quasi tutto in questa storia di cuccioli selvaggi, vittime e carnefici negli stessi corpi, divisi tra i compiti a casa, i messaggi alle fidanzatine e gli omicidi. Undici mesi dopo La paranza dei bambini, Roberto Saviano torna in libreria con il seguito del romanzo criminale ambientato a Forcella. È la prima ...continua
Alternanza scuola-lavoro, il dissenso di una generazione che la politica non capisce

13 Ottobre 2017- di Gianluigi Paragone Uova e striscioni. Proteste e cori. Certo, c’è stato anche questo nella contestazione contro la logica neoliberista dello scuola/lavoro, laboratorio di un modello dove lo sfruttamento avviene per minime dosi fino all’assuefazione, un po’ come la rana nella pentola bollente. Ovviamente chi ha lavorato in questi ultimi decenni ...continua
Matteo Renzi e Romano Prodi a confronto su sfiducia, economia e politica

13 Ottobre 2017- di Giancarlo Bertocco* I media hanno dato molto risalto alla recente pubblicazione del libro di Matteo Renzi (Avanti. Perché l’Italia non si ferma, Feltrinelli). Meno attenzione ha suscitato la contemporanea uscita del libro di Romano Prodi (Il Piano Inclinato, Crescita senza Uguaglianza). Le due opere hanno, evidentemente, caratteristiche differenti. Renzi si ...continua
E Renzi confidò: Berlusconi centrale

13 Ottobre 2017- Qualcuno lo indica come uno dei grandi ispiratori del Rosatellum. Addirittura c'è chi insinua che si sia ritagliato nella legge un collegio estero per tornare in Parlamento. Ma lui, Denis Verdini, si schermisce, mentre la legge supera agevolmente l'esame della Camera. «Non dite che è la mia legge, altrimenti al Senato non passa», ridacchia mentre passeggia a piazza delle Coppelle, a metà strada tra ...continua
L’Austria si prepara a virare a destra alle prossime elezioni

13 Ottobre 2017- Mancano pochi giorni alle elezioni legislative in Austria e lo scenario che ormai appare più probabile è quello di una riedizione dell’alleanza tra i conservatori dell’Övp e gli ultranazionalisti dell’Fpö. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, a meno di una settimana dal voto il Partito Popolare (Övp), guidato dal giovane capo della diplomazia di Vienna, Sebastian Kurz è ...continua
Avvocato: "Io, 50 anni, costretto dalla mia Cassa a privarmi anche del minimo..."

27 Settembre 2017- Un articolo pubblicato oggi su un portale giuridico ha reso noti gli ultimi dati sugli avvocati in Italia: circa 320 mila, rispetto ai circa 60.000 della Francia, con punte in Campania, Lazio, Sicilia e Lombardia, regioni che contano circa 170000 avvocati. Una popolazione immensa, oltre 6 volte superiore a quella carceraria, che corrisponde ad un avvocato ...continua
Se ne vanno giovani e laureati: la nostra vita di genitori nell’Italia dei figli lontani

27 Settembre 2017- Li chiamano cervelli in fuga, talenti, ma spesso sono soltanto dei giovani laureati o studenti che preferiscono tentare la loro fortuna e la loro carriera nel mercato globale, fuori dai confini. Nel 2015, ultimo dato disponibile certificato dall’Istat, sono stati 23 mila, con un aumento del 15 per cento rispetto all’anno prima. E sono dati per ...continua
Io figlia di nessuno

26 Settembre 2017- Mi piacerebbe scrivere circa la candidatura di Genovese J. nella speranza che venga pubblicata. Mi sento di doverlo fare per tante motivazioni tra cui la più importante è che mi sento profondamente insultata. Ho 31 anni e sono figlia di due normali cittadini, un pensionato e una casalinga, che hanno fatto i salti mortali per consentirmi prima di prendere prima una laurea e dopo un Dottorato di Ricerca. Mi sento ...continua
Feltri: "Siamo pieni di coglioni, ma ci mancano le palle"

2 Agosto 2017- Luigi Bisignani ha scritto un mirabile articolo per dare dei bischeri ai nostri governanti, che anziché deplorare se stessi perché perdono colpi nei confronti della Francia (e non parliamo della Germania), se la prendono con Macron, più bravo di loro a fare gli interessi del proprio Paese. Ne consiglio la lettura. Noi poveri tapini cedemmo Parmalat ai maneggioni di Parigi, ...continua
CENACOLO
Diventa protagonista di questo spazio, scrivici agli appositi indirizzi che trovi all'interno delle sezioni.
Pubblicizza in questo spazio i tuoi eventi
Scatti
Spiagge
Cucina
Bresaola con caprino
Storia
Contribuisci a diffondere la storia della tua terra