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Non maledire le tenebre, accendi una candela
Di Pippo Nostro, Lunedė 16 Aprile 2012 - Commenti (0)

E’ incredibile e sconcertante la banalità e l’approssimazione con le quali ogni politico affronta la quotidianità o le emergenze, non appena giunge ad un livello decisionale. Ad una lunga serie di progetti, promesse, proponimenti, segue un’arida rappresentazione di atti sempre uguali, temuti e subiti. Un po’ tutti, poco tempo fa, di qualunque corrente di pensiero o settore parlamentare, ci siamo affidati ai poteri taumaturgici di uno stuolo di professori.Per stanchezza verso un clima politico avvelenato o nella speranza di essere guidati fuori dalla crisi. Un po’ tutti oggi guardiamo con profonda disillusione all’ennesimo inganno politico perpetrato ai danni di un popolo incolpevole vessato con atteggiamento di sfida. Uno Stato esausto per malversazione, corruzione, papponeria, di politici ed amministratori disonesti scarica pesantemente sui cittadini l’incapacità creativa e la voracità dei partiti. Ci aspettavamo progetti di sviluppo, lavoro, apertura di cantieri, strutture di assistenza alle imprese, creazione di circuiti preferenziali per l’esportazione, promozione dell’azienda Italia nei paesi emergenti (e non delocalizzazione) tutto quanto potesse creare un circuito virtuoso per riportare denaro nelle tasche della gente. Invece ci si è affrettati a togliere quel poco che ne è rimasto. Si è pescato nel sistema pensioni, iva, imu, carburanti ed altri balzelli. Tutto quanto risultava più semplice ed immediato ma anche più gravoso, purtroppo, per la gente qualunque che vive di stipendio o pensione. L’ultima (ma non ultima) trovata è stata la “tassa sulle disgrazie” o sulle emergenze. 5 centesimi per litro di benzina, gasolio, gpl. Altri 5 centesimi di tasse su carburanti gravati ancora da accise su: la guerra di Abissinia 1935, la crisi di Suez 1956, il disastro del Vajont 1963, alluvione di Firenze 1966, terremoto del Belice 1968, terremoto del Friuli 1976, terremoto in Irpinia 1980, missione in Libano 1983, missione in Bosnia 1996,  rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004, manutenzione conservazione beni culturali 2011, emergenza immigrati per crisi libica 2011, alluvione Liguria e Toscana 2011, decreto salva Italia 2011.  Si suona sempre lo stesso spartito “aumento delle entrate”.Di diminuzione della spesa con eliminazione degli innumerevoli sperperi di cui quotidianamente veniamo a conoscenza, non se ne parla proprio. Chissà, il lattaio giù all’angolo avrebbe forse avuto più fantasia!E’ vero che siamo all’interno di una crisi di dimensioni globali. E’ vero anche che l’Europa è nelle condizioni peggiori determinate dalla rappresentanza politica peggiore, incompetente ed irresponsabile forse mai avuta. Ma è pur vero che tanto ci aspettavamo da questo “gruppo” arrivato col fragore impetuoso della sapienza. Dottrina e professionalità che in poco tempo avrebbero sanato e salvato il nostro Paese. Il tempo passa e il palcoscenico resta occupato dallo “spread”mentre lo sviluppo attende incredulo e disorientato dietro le quinte. Qualcuno è uscito di scena, altri, chi più povero,  chi meno ricco, aspettano. Concludo facendo mia e vostra una esortazione di  Madre Teresa di Calcutta : “ non maledire le tenebre, accendi una candela”, perché comunque sia bisogna andare avanti e contare energicamente su se stessi.


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