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Il regalo di un piccolo angelo
Di Francesco Bitto, Mercoledý 18 Gennaio 2012 - Commenti (0)

Quante volte abbiamo sentito dire “questi cinesi stanno distruggendo l’economia italiana” oppure “questi cinesi sono insopportabili, sono dappertutto”. È bastato un gesto di violenza per cambiare ogni cosa. Joy era una bambina che avrebbe dovuto vedere il proprio futuro nella nostra bella Italia, stava crescendo in un paese civile, da una famiglia di onesti lavoratori, ma tutto questo non è stato possibile, la sua vita insieme a quella del padre ha trovato la sua fine a Roma….. Caput mundi. Questa vicenda ha avuto però il pregio di avvicinare gli italiani alla comunità cinese, comunità che ha sempre mantenuto un’ermeticità verso la socializzazione, costante negli anni, figlia forse di una cultura così tanto distante da quella occidentale da fungere come repellente all’integrazione “dovuta” da un popolo così numeroso e così addentro all’economia del nostro paese. L’italiano a sua volta vedendo come attentato al commercio nel proprio territorio ha tenuto a distanza questa comunità; ma se avesse appena fatto una piccola analisi della vita che conduce questa gente (lavora più di dodici ore al giorno, in ambienti angusti, per una paga irrisoria, lontana migliaia e migliaia di chilometri dalla terra d’origine) trovatasi all’interno d’interessi economici dei quali (tranne che in alcuni casi) non vede un rientro economico adeguato, alla mercé a volte di pochi soggetti che per lo sfruttamento rasentano l’illegalità, avrebbe compreso l’italiano, avrebbe inteso che queste persone non sono nemiche di nessuno, semmai ruote di un ingranaggio molto più grande di loro, figli di un comunismo avvinghiato come in un paradosso al capitalismo, contraddizione in termini. Un gesto di violenza è riuscito dove la ragionevolezza ha fallito, migliaia di persone in corteo, italiani, cinesi, cingalesi, africani, tutti stretti e solidali verso una comunità che ha perso una propria figlia e un proprio onesto lavoratore, e insieme a questa comunità le stesse persone le ha perse Roma ed anche tutta l’Italia, e gli italiani questo l’hanno capito. Grazie Joy perché andandotene ci hai lasciato questo grande regalo, una parentesi di solidarietà tra i popoli.


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Opinionista
Francesco Bitto, nato e diplomato a Messina lascia la sua città nel 1991 per lavoro, Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, vive e lavora in provincia di VERONA, dipendente della P.A., ha vissuto e lavorato anche in Toscana e nelle Marche, ama scrivere ed esprimere le proprie idee senza paura per cercare di migliorare l’italia, ma sempre con Messina nel cuore.