CENACOLO
Diventa protagonista di questo spazio, scrivici agli appositi indirizzi che trovi all'interno delle sezioni.
Pubblicizza in questo spazio i tuoi eventi
Scatti
Cascate
Sport
Opinioni a cura di Romolo Rossi
Storia
Contribuisci a diffondere la storia della tua terra

La stanchezza di un popolo di lavoratori
Di Francesco Bitto, Domenica 18 Dicembre 2011 - Commenti (0)

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro (articolo 1 della Costituzione). Qualche giorno fa ho avuto modo di parlare con un signore che coltiva fiori, il quale mi spiegava “da quando porto i calzoncini corti ho iniziato a fare questo lavoro” aiutando il papà(che a sua volta aveva fatto lo stesso col proprio padre). “È un lavoro duro” mi raccontava “e spesso, qui in pianura padana, fatto in mezzo alla nebbia, al fango, al gelo, con i piedi umidi tutto il giorno e le mani sporche di terra anche la domenica”. Mi rivelava ancora che nonostante si spaccasse la schiena tutti i giorni, lui e la sua famiglia, le difficoltà a sbarcare il lunario, rimanendo nella legalità, fossero immani.
Ma cosa volgiamo chiedere a quest’uomo “ITALIANO” che dopo una vita di sacrifici e di difficoltà si ritrova in mezzo ad una crisi che non ha causato e di cui impotentemente deve subire le conseguenze? Come lui un esercito di onesti lavoratori che si sentono continuamente tacciati di essere fannulloni, furbi, evasori, buoni a nulla, con sacrifici e nonostante lavorino con generosità ed integrità, arrivano a fatica a fine mese; come possiamo chiedere a questi onesti lavoratori ancora di sacrificarsi, sotto la minaccia di una debacle europea dove l’Italia assume sempre, non si sa per quale motivo, la posizione di ago della bilancia?
La verità è che il popolo italiano è stanco! Stanco di sentirsi dire quello che deve fare, stanco di essere trattato come l’asino di turno a scuola dai primi della classe, Germania e Francia, stanco di assumersi la responsabilità di una eventuale capitolazione dell’euro senza un motivo che lo dimostri, stanco di continuare a sentire ripetere la parola più in voga del momento ma che già conosce bene da decenni: “SACRIFICIO”.
Io sono sicuro che nonostante la situazione che dovremo affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni sia molto delicata e piena di insidie, l’italiano ne uscirà, acciaccato sì ma come sempre a testa alta e con la fierezza che lo ha contraddistinto nella sua storia millenaria. Se qualcuno però iniziasse a rinsavirsi, ad alzare la voce, a battere i pugni sul tavolo, ad imporre le regole del gioco dicendo a tutta l’Europa “adesso sono io che do le carte”, penso che questo, seppur non andrebbe a risolvere subito tutti i problemi, sarebbe sicuramente d’aiuto a restituire “orgoglio”a tutto il popolo italiano e questo, sinceramente, non ci dispiacerebbe.


Fonte foto:

                     




Scrivi

Commenti

Non ci Sono ancora commenti per questa discussione. Riprova pił tardi, Grazie.



Inserisci il tuo Commento

Nome*:
Cognome*:
Mail*:
Sito Web:
Commento*:
( )

*Campi Obbligatori

Il nostro Blog è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul nostro blog

Non sono consentiti: 
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome) 
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio.
Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento"

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Informativa art.13 D. Leg 196/2003.
Desideriamo informarla che il D. Leg. N. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della sua riservatezza e dei suoi diritti. Ai sensi dell'art.13 del D.Leg.196/2003 le forniamo, quindi, le seguenti informazioni
1)I dati da lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità; concernenti l'attivitàinformatica del sito
2)Il conferimento dei dati è; facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza
3)I dati da lei forniti non saranno oggetto di divulgazione

Opinionista
Francesco Bitto, nato e diplomato a Messina lascia la sua città nel 1991 per lavoro, Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, vive e lavora in provincia di VERONA, dipendente della P.A., ha vissuto e lavorato anche in Toscana e nelle Marche, ama scrivere ed esprimere le proprie idee senza paura per cercare di migliorare l’italia, ma sempre con Messina nel cuore.