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Come sarÓ il nostro futuro
Di Francesco Bitto, Lunedý 21 Novembre 2011 - Commenti (0)

Quando guardo al futuro vedo solo fumo. Perché? Forse perché la percezione di quello che accade oggi in Italia e nel mondo ci obbliga a maturare riflessioni su riflessioni legate per lo più all’indeterminatezza ed all’impalpabilità dello stesso futuro. Come possiamo salvarci da tutto questo?  La condivisione di ideali è forse quello che lega ed aggrega le persone, la sensazione di non poter cambiare il mondo che gira intorno a noi vorticosamente e senza che nessuno lo possa fermare; quel senso di “crollo” che sembra dietro l’angolo senza che nessuno lo possa arginare, non deve assalire le nostre menti, il nostro essere. Viceversa dobbiamo unirci in un obbiettivo comune che leghi a doppio filo le nostre coscienze e che ci dia l’impressione di poter cambiare le cose. Lo dobbiamo fare perché dobbiamo un futuro ai nostri figli, perché la serenità delle nuove generazioni non sia vista come un traguardo irraggiungibile, come un vetro appannato, ma piuttosto come il giusto traguardo raggiunto da uomini e donne di giusti principi che hanno condiviso un obiettivo comune rendendolo realtà. Cerchiamo di fare tutto il possibile per cambiare il futuro per evitare che sia lui a cambiare noi.
Questa è l’Italia che vorrei.


Fonte foto:

                     




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Opinionista
Francesco Bitto, nato e diplomato a Messina lascia la sua città nel 1991 per lavoro, Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, vive e lavora in provincia di VERONA, dipendente della P.A., ha vissuto e lavorato anche in Toscana e nelle Marche, ama scrivere ed esprimere le proprie idee senza paura per cercare di migliorare l’italia, ma sempre con Messina nel cuore.