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1-2-3 ... 35
Di Pippo Nostro, 31 Maggio 2015 - Commenti (0)

Stupito e disorientato, con una fretta che mi metteva angoscia, ho cominciato a sfogliare il dizionario “Treccani” alla ricerca del lemma “crudeltà”. Così leggo: “ l’essere crudele, spietata durezza d’animo … anche di cosa, in quanto procuri sofferenza”. Non soddisfatto ho cercato “crudele”. Così risponde il Treccani: “di persona che non sente pietà nel veder soffrire gli altri, che procura essa stessa ad altri, coscientemente e spesso con compiacimento, sofferenze materiali o spirituali. Bene, rispecchia perfettamente quanto intende il senso comune quando si parla di crudeltà. Ma allora? Mi chiedo se ho inteso bene la notizia divulgata in tv, la riscontro ed è proprio così: i giudici hanno ridotto la pena ad un assassino che ha ucciso con 35 (trentacinque!!!) coltellate la moglie, perché non applicabile l’aggravante della “crudeltà”. Si avete letto bene, 35 coltellate non rispondono al concetto che abbiamo di “crudeltà” cioè, “di persona che procura essa stessa ad altri sofferenze materiali o spirituali”. Pena ridotta di 10 anni, da 30 a 20.

Ero convinto che uccidere fosse già ampiamente un atto crudele, adesso apprendo che si può anche uccidere senza essere crudeli. Potenza delle capacità intellettive umane. Usando bene la materia grigia si riesce a dare ai fatti significati inimmaginabili dalle persone poco dotate. Ne prendo atto.

Mi sono quindi lasciato andare in un esercizio contemplativo, ho cominciato a contare fino a trentacinque …1-2-3- … l’ansia montava e sembrava che il conteggio non finisse mai. Provate … ed associate ad ogni numero la sensazione di una lama che penetra e lacera la carne di un corpo per ben TRENTACINQUE volte, con forza, con violenza, per provocarne alfine la morte. In questa sequenza, per chi ha giudicato , non c’è crudeltà! Non approfondisco la notizia perché non mi appassiona la cronaca nera, mi provoca tristezza e dolore, mi tengo quindi distaccato. (chi vuole può digitare su internet – parolisi – troverà di che documentarsi).

Quello che risalta e sconvolge in questo accadimento è la sintesi conclusiva, l’assenza di crudeltà in un fatto delittuoso. Un odioso femminicidio perpetrato da un vigliacco, forte di un’arma e di qualche muscolo in più viene ridimensionato nella pena, applicata in funzione dell’introduzione e interpretazione di un termine piuttosto che per il fatto in se stesso. Accadimento questo che si aggiunge ad una lunga serie di fatti che segnalano un inquietante smarrimento sociale.

Italia, paese di chiacchiere, di distinguo, di furbizie, di elucubrazioni intellettuali, il paese della spocchia e dell’intrallazzo, dell’elusione (evasione fiscale legale), delle ruberie avallate da leggi fatte apposta, dell’ipocrisia e del finto buonismo, delle caste, dei privilegi da scandalo, del tanto peggio tanto meglio. Ahinoi! In quale abisso è sprofondato questo paese. Niente è dovuto ai più deboli, tutto è concesso ai potenti.

Chiudo con alcuni versi di “Patria mia” di Giacomo Leopardi.

“ O patria mia, vedo le mura e gli archi
e le colonne e i simulacri e l’erme
torri degli avi nostri
ma la gloria non vedo …
… or fatta inerme
nuda la fronte e nudo il petto mostri …
… io chiedo al cielo e al mondo: dite, dite;
chi la ridusse a tale?”


Fonte foto: Creazione propria

                     




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