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Un risveglio sereno
Di Francesco Bitto, Giovedý 26 Settembre 2013 - Commenti (3)

Svegliarsi ogni giorno e avere il sole, ma quello dentro, è ormai impagabile, pervasi come siamo dai bombardamenti dei media, dalle crisi economiche sparse per il globo e, più da vicino, dagli scandali che annichiliscono ogni certezza sulla dovuta moralità di chi ci rappresenta. Un risveglio sereno è ormai merce rara nella realtà in cui siamo calati giorno dopo giorno in questa nostra tanto cara Italia. Poi ci si mette l'occupazione, ormai ai minimi degli ultimi lustri, che, di fatto, ma forse anche a ragione, è diventata la piaga da lenire al fine di dare fiato ad un Paese ormai sull'orlo di una crisi di nervi, ed ai suoi cittadini ormai stanchi di questa ballonzolante vita politica che, tra l'altro, fa il suo "dovere" per renderci certi di un futuro fumoso e scusate la contraddizione in termini. Allora quale strada prendere per raggiungere quantomeno un po' di serenità? "Testa bassa e lavorare" si diceva una volta in campagna, e forse non si aveva proprio così torto. Sono molti i problemi che affliggono il nostro Paese ed il nostro territorio, ma facciamo tutto il possibile affinché questi problemi siano risolti? O forse siamo solo capaci di lamentarci senza muovere una frasca per migliorare il nostro vivere quotidiano e, permettete la retorica dovuta, il futuro dei nostri figli? Allora assumiamoci la nostra fetta di responsabilità ed incominciamo da "ieri" a rimboccarci le maniche perché oggi è già tardi per fare qualcosa; tutti dobbiamo ragionare sull'ottica del fare, su un terreno che forse, e soprattutto in Italia, è poco percorso dal vivere civile. Ci aspettiamo che qualcuno faccia qualcosa, ma quel qualcuno siamo noi, abbiamo scelto noi il nostro passato e continuiamo noi a scegliere il nostro futuro lasciando in mano la guida del Paese, delle Regioni, dei piccoli Comuni, ad altri, che nella maggior parte dei casi, e se ci va bene, non fanno quello che sanno fare ma quello per cui sono pagati, a volte troppo, riuscendo scarsamente nel loro lavoro "tanto lo stipendio arriva", eccome se arriva. Se poi si mette in conto chi dolosamente utilizza la propria carica di amministratore, o equiparato, per soddisfare il proprio ego, se non peggio, per scopi che superano la linea della legalità, allora si può prendere contezza di aver lasciato fino ad ora che la nave navigasse a vista, in balia, tra l'altro oggi, di una tempesta senza precedenti. È il caso allora di prendere in mano le redini di questo "purosangue acciaccato" che è ormai l'ex bel paese, tutti nel nostro piccolo dobbiamo fare qualcosa per una Nazione che sta farraginosamente decadendo ma che porta in grembo un popolo di lavoratori, emigranti, gente che ha visto la guerra e dalla stessa è risorta con risultati impensabili, gente volta al sacrificio che pur di non perdere la propria dignità di lavoratore è stata disposta a viaggiare per mesi, in bastimenti poco più che vivibili, verso mete senza ritorno ma con la consapevolezza di poter dare tutto alla propria famiglia e solo con il sudore della propria fronte. Ecco, forse bisognerebbe riacquisire quello spirito perduto per affrontare questo momento di difficolta affinché si possa dire ai propri nipoti: "Anch'io ho contribuito a rendere la tua vita degna di essere vissuta".


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Commenti



Mi conforta che un uomo che non Ŕ un filosofo, riflette ad ampio raggio sulla complessitÓ dell'esistenza di oggi. Alla base delle azioni, guai se non ci fosse un pensiero profondo ed illuminato. Grazie FrancŔ

alessandra Finizio 27/09/2013 22:39



Risposta a simona dalmazio 26/09/2013 14.37.28

Complimenti, parole che regalano molti spunti di riflessione
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Grazie Avvocato. Ricevere i complimenti da Lei Ŕ motivo di orgoglio. Francesco Bitto

francesco bitto 26/09/2013 17:11



Complimenti, parole che regalano molti spunti di riflessione

simona dalmazio 26/09/2013 14:37



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Opinionista
Francesco Bitto, nato e diplomato a Messina lascia la sua città nel 1991 per lavoro, Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, vive e lavora in provincia di VERONA, dipendente della P.A., ha vissuto e lavorato anche in Toscana e nelle Marche, ama scrivere ed esprimere le proprie idee senza paura per cercare di migliorare l’italia, ma sempre con Messina nel cuore.