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Il lavoro divampa
Di Francesco Bitto, Martedì 27 Agosto 2013 - Commenti (2)

Immersi nell'afa di un'estate umida e calda, una macchina si affianca ad un prato arso dal sole, che assomiglia più a un pagliaio che ad un "pezzo" di natura, e con nonchalance lancia qualcosa dal finestrino. Tutti pensano "sarà il solito menefreghista che pur di non raggiungere un cassonetto butta l'ennesimo pacchetto di sigarette appena terminato", macché, "beccato un piromane e finito al fresco" titola un TG (finalmente direi). Ebbene sì, un piromane, in Italia abbiamo i disoccupati piromani, non ci facciamo mancare proprio nulla. Sono i famosi forestali ausiliari, chiamati solo al bisogno, a guadagnare qualche euro per spegnere incendi che devastano la nostra già martoriata Nazione, come se non bastassero altri fenomeni pseudo-naturali come il dissesto biologico. Ma è possibile arrivare a tanto, deturpare il proprio territorio per lavorare qualche mese, distruggere un paesaggio naturale mettendo in pericolo delle vite umane, per tirare a campare solo qualche mese. Bhè il tutto è deprecabile, è un insulso sistema criminale, è un marchingegno indegno di un vivere civile ormai utopico. Siamo sicuri però che questo non sia la malattia ma solo il sintomo? Il sintomo di una società malata, dove ogni piccolo spiraglio di occupazione basta per risolvere i problemi anche solo se per qualche settimana, senza badare alle conseguenze, senza sobbalzi di coscienza che frenino quest'istinto di sopravvivenza. Azioni poste in essere senza curarsi di niente e di nessuno e con quella disperazione che porta ormai il disoccupato ad essere come un animale nella giungla, pronto ad azzannare qualsiasi preda, anche la più piccola e indifesa. Ormai chi vive in questo limbo sociale è diventato immune anche alla gogna mediatica, il miraggio di un lavoro abbaglia la mente e fa dimenticare di essere un cittadino prima di un lavoratore. È vero che lo stato non aiuta, che siamo in una situazione di disagio sociale ormai senza precedenti dal dopoguerra, ma è anche vero che abbiamo un'anima, una coscienza e il nostro pianeta è la culla dove dovranno crescere i nostri nipoti ed i figli dei nostri nipoti, non si può fare scempio della natura per raggranellare qualche euro, e non si può neanche dare la colpa a un sistema, anche se malato, ma dove si assume il ruolo di "virus" anziché quello di "anticorpo".


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Commenti



Sono daccordo al 100% sulla Tua riflessione esposta, però dobbiamo aiutarci di più tra Noi, perchè se aspettiamo che qualche parlamentare (onorevole e/o senatore) faccia qual cosa per aiutare i giovani a lavorare per cercare di salvaguardare il futuro dei nostri nipoti e pronipoti e la natura stessa,la vedo un pò ... (grigia).

Un saluto
Francesco

Francesco TRONCI 31/08/2013 18:11



concordo in toto .quanto esposto.. per quanto deprecabile il gesto... chi ci governa dovrebbe analizzare il "PERCHE'" alcune persone compiono tali gesti.
gesti/comportamenti che fanno riflettere come quello che ha sparato al carabiniere davanti a Montecitorio.
un abbraccio
roberto

roberto morelato 30/08/2013 15:13



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Opinionista
Francesco Bitto, nato e diplomato a Messina lascia la sua città nel 1991 per lavoro, Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, vive e lavora in provincia di VERONA, dipendente della P.A., ha vissuto e lavorato anche in Toscana e nelle Marche, ama scrivere ed esprimere le proprie idee senza paura per cercare di migliorare l’italia, ma sempre con Messina nel cuore.