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L'Unità d'Italia
Di Pippo Nostro, Lunedì 26 Giugno 2011 - Commenti (14)

Da un pò di tempo la grancassa mediatica si è messa in moto con gran fragore per ricordare a tutti che da 150 anni diverse comunità territoriali sono state unite sotto una unica bandiera, in un unico Stato "Italia". Manifestazioni, festival, sfilate, memorial, programmi televisivi, radio... ricchi premi e cotillons. Di tutto e di più, pur di convincere gli italiani che sono "ITALIANI". Già da allora però con saggezza e lungimiranza, qualcuno osservò che l'Italia era stata fatta ma adesso bisognava fare gli italiani. Questo esercizio pedagogico però, risultava e risulta ancor oggi un passaggio abbastanza complicato. Genti diverse messe insieme da una coincidenza geografica non riescono ad amalgamare le differenti origini culturali ed etniche. Per di più, in questo ultimo periodo un esame più attento, pacato e sereno della documentazione storica sta facendo emergere una volontà di "unità" esercitata soprattutto dal nord nei confronti del sud. In sostanza l'unità d'Italia è stata voluta dal nord e subita dal sud. Molta letteratura si stà esercitando su questa corrente di pensiero. Risultato! Forse oggi, a causa di questo gran fragore ci sentiamo improvvisamente disorientati. Siamo o non siamo "italiani"?. La percezione di italianità è più avvertita da un cittadino di Treviso, Novara, Udine, Varese o da un cittadino di Matera, Catanzaro, Agrigento, Caserta? O da ognuno allo stesso modo? Ci si sente tutti equamente tutelati o si avverte una sperequazione sociale? E’ percorribile una idea di secessione o nonostante tutto è pura eresia? A Bolzano ci si sente solidali con le difficoltà di Lampedusa o del tutto disinteressati? E a Caltanissetta, Crotone, cosa pensano dei livelli qualitativi di vita del nord?
E’ certamente vero che, a parte i Mondiali di calcio che ci regalano un'occasione di festa ed una motivazione per uscire dalla follia quotidiana e rifugiarsi in una effimera illusione, il concetto e la percezione di "italianità" vanno oggi affievolendosi checché ne dicano stampa e televisione.
Chi sono gli italiani? Provate ad individuare delle peculiarità che vadano bene da nord a sud, da est ad ovest, è un esercizio molto impegnativo.
Tornando quindi all’assunto di partenza, l'Italia è stata fatta 150 anni fà, degli italiani ancora non si vede traccia.


Fonte foto:

                     




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Williamtic WilliamticVK 23/05/2016 03:26



l'Italia è il frutto degli ideali e del sacrificio di molti patrioti e degli interessi di coloro hanno sfruttato il sud. Ma per fortuna l'Italia è stata fatta ed ora è una realtà anche l'Europa.Purtroppo dopo dell'unità si è creata la questione meridionale e non c'è mai stata la volontà politica di risolverla. E' un pò restrittivo parlare di "italiani" perchè gli uomini sono uguali in tutto il mondo. Il rispetto della dignità dell'uomo si realizza nel lavoro e questa è il vero problema del sud che sta perdendo tutti i suoi giovani migliori che vanno al nord in cerca di lavoro. Purtroppo questo fenomeno passa quasi inosservato e con rassegnazione.

fernanda carnevale 01/07/2011 23:39



Risposta a Giovanni Faraone 01/07/2011 11.04.22

Come ha scritto qualcuno non c'è patriottismo!!! La questione della nazionale di calcio è una provocazione ben riuscita perchè non si capisce come mai durante i mondiali ci si incontra con amici e parenti a guardare le partite e all'inno ci si alza a cantarlo con la mano sul petto.
Spesso le istituzioni e soprattutto i media hanno fatto perdere questo valore a favore degli egoismi.
La storia, la cultura e i personaggi che hanno fatto (e fanno) grande questo paese vanno ben oltre una squadra di calcio o una singola festa.
Le differenze dovrebbero arricchire, non dividere.
Una domanda però mi sorge spontanea: evitando il solito vittimismo siciliano, perchè da decenni esiste una "questione meridionale" senza che ci sia mai stata una soluzione o comunque un miglioramento delle condizioni che persistono rimanendo sempre attuali?
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Giovanni, la c.d. "questione meridionale" è un albero secolare le cui radici sono molto profonde.
Oggi qualcuno, rivoltando in qualche misura la "frittata", a torto o a ragione, non approfondisco per brevità, la chiama "questione settentrionale".
Il punto nodale delle due "questioni" resta sempre lo stesso ma con una semlice ma fondamentale variante: il Nord, ne sono certo, avrà capacità politica di risolvere la "questione settentrionale" ed è già sulla buona strada.
Il Sud, se non trova uomini capaci di costituire un grande partito politico con il solo interesse di risolvere le problematiche problemi del meridione (vedi in tal senso la Lega Nord per il settentrione), sarà ancora per lungo tempo alle prese con la mai risolta "questione meridionale".


Giuseppe scibilia 01/07/2011 19:07



Come ha scritto qualcuno non c'è patriottismo!!! La questione della nazionale di calcio è una provocazione ben riuscita perchè non si capisce come mai durante i mondiali ci si incontra con amici e parenti a guardare le partite e all'inno ci si alza a cantarlo con la mano sul petto.
Spesso le istituzioni e soprattutto i media hanno fatto perdere questo valore a favore degli egoismi.
La storia, la cultura e i personaggi che hanno fatto (e fanno) grande questo paese vanno ben oltre una squadra di calcio o una singola festa.
Le differenze dovrebbero arricchire, non dividere.
Una domanda però mi sorge spontanea: evitando il solito vittimismo siciliano, perchè da decenni esiste una "questione meridionale" senza che ci sia mai stata una soluzione o comunque un miglioramento delle condizioni che persistono rimanendo sempre attuali?

Giovanni Faraone 01/07/2011 11:04



Il mio intervento si basa su due inviti.
Il primo rivolto a quelle persone che parlano di secessione o divisione dell'ITALIA e cioè quello di andare a leggere il libro " COSTITUZIONE ITALIANA " e soffermarsi all'art. 5 dove si parla......La REPUBBLICA,UNA e INDIVISIBILE........ e qui dedicherei alcuni minuti di riflessione. Il secondo invito lo faccio a tutti gli ITALIANI che hanno perso l'AMORE PER LA PATRIA e mi ricollego ad un vecchio discorso tenutosi a Milano il 26/01/1955 da Piero Calamandrei che diceva: "Un pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione,andate nelle montagne dove caddero i partigiani,nelle carceri dove futono imprigionati,nei campi dove furono impiccati.Dovunque è morto un ITALIANO per riscattare la LIBERTA' e la DIGNITA',andate lì,o giovani,col pensiero,perchè li è nata la nostra COSTITUZIONE ". E' vero che tra nord e sud tra est ed ovest vi sono delle differenze dialettistiche,metereologiche,antropologiche,economiche...tutto quelle differenze che vogliamo ma viviamo tutti quanti sotto la stessa bandiera il TRICOLORE ITALIANO.

Francesco Papale 30/06/2011 17:10



Mi sembra riduttivo quando si afferma che SOLO la nazionale di calcio unisca gli italiani . . . E il saper mangiare bene? E lo stile nel vestire . . E la letteratura, la pittura, la scultura, la musica non le consideriamo tutti un patrimonio dell'intero paese? E il valore della solidarietà che diventa elemento primario per la nazione quando le varie emergenze lo richiedono? Tutto questo mi sembra essere ANCHE un buon motivo per sventolare dalle nostre finestre il tricolore. E' pur vero che esistono delle differenze determinate non da ragioni etniche e culturali ormai superate, ma dal modus vivendi: al Sud si "vive" col cuore, al Nord con la testa. In questo caso sentimento e ragione dividono, per cui la politica ottusa invece di cercare ciò che unisce, stumentalizza negativamente la diversità. L'Italia, tra l'altro, è un paese giovane rispetto ad altri: Francia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti. Centocinquant'anni di vita non sono molti per il nostro Stato, quindi ogni situazione contribuisce alla sua crescita unitaria a cominciare ANCHE dalla vittoria ai mondiali di calcio e non SOLO.

salvatore alcara 30/06/2011 10:11



Abbiamo celebrato la nascita dello Stato italiano.
Se l’Italia occupa un posto non disprezzabile nel concerto delle nazioni e se i suoi cittadini, quando viaggiano nel mondo, possono godere dei diritti di cui godono i cittadini dell’Unione europea, il merito è di coloro che hanno creato lo Stato ITALIANO Io sono, mi sento un vero ITALIANO, sono contento orgoglioso di sventolare la mia Bandiera TIALIANA.

Domenico Candito 29/06/2011 16:38



Tra il 1859 e il 1860 non ci fu un vero scontro tra l'elemento liberale e le vecchie classi dirigenti ma una rassegnata accettazione della nuova realtà da parte di queste ultime. Solo nel regno meridionale si manifestò una qualche resistenza, dopo la perdita della Sicilia e l'ingresso di Garibaldi a Napoli (7 settembre), senza colpo ferire, con la battaglia del Volturno e la difesa di alcune fortezze. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (insieme ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c'era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli) ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato - come scrisse all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale un illustre storico svizzero, Werner Kaegi - che cinque secoli prima dell'unità aveva "una effettiva coscienza nazionale" anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, ad appena due settimane dalla sua proclamazione, seguito da quello degli Stati Uniti d'America il 13 aprile 1861, al di là delle simpatie per il governo liberale di Torino, ci fu anche un disegno, anche se ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza del nuovo regno.

Cominciò infatti a diffondersi la convinzione che l'Italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l'intero continente. Invece di essere terra di scontro tra potenze decise ad acquistare una posizione egemonica nell'Europa centro-meridionale e nel Mediterraneo, l'Italia unificata, cioè un regno di oltre 22 milioni di abitanti, avrebbe potuto rappresentare un efficace ostacolo alle tendenze espansioniste della Francia da un lato e dell'impero asburgico dall'altro e, grazie alla sua favorevole posizione geografica, inserirsi nel contrasto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo.

Domenico Candito 29/06/2011 15:00



L'italia c'è ed è tale anche perchè è fatta da diversi dialetti, usi, costumi e uomini, del Nord e del Sud, che hanno dato alla Nazione (dunque non siamo tutti italiani solo in occasione delle partite di calcio della nazionale).
La profonda divisione in Nord e Sud è dovuta solamente al diverso svuluppo economico che ha caratterizzato negli anni i due territori.
Ciò si è verificato per la mancanza di politici (del Nord e del Sud) seri e capaci di risolvere quelle problematiche che, a tutt'oggi, negano i più elementari diritti alle popolazioni del Sud.

guiseppe scibilia 29/06/2011 10:21



lo stivale più rammendato del mondo! la parola UNITA' D' ITALIA mi fa pensare alle scuole elementari. l'italia è un'entità che esiste in un atteggiamento, in un modo di pensare, in una resistenza a mantenere la propria cultura. L'italia è per molti l'orgoglio di avere una tradizione culinaria, avere avuto Leonardo, Galileo e Leopardi. Non esiste come nazione non perchè composta da infiniti dialetti e distanze geografiche metereologiche antropologiche economiche e così via, credo che non esista nel fatto che non possa riconoscersi in un organismo politico. Non c'è patriottismo, nè voglia di discutere sulla politica ( politica in senso etimologico più antico). In Italia si tira ad andare avanti con la mafia, con berlusconi e con la miseria. I giovani più intraprendenti trovano come soluzione la scelta di andare all'estero. E così credo che italia significhi anche sparpagliamento: penso all'Italia fatta a pezzetti per il mondo. Le opere d'arte che stanno a Londra, Parigi, New York, i prof

nunzio arena 28/06/2011 19:27



Gli interventi sono certamente degli spunti di riflessione, che imbrigliano nelle parole le convizioni o le sensazioni di ognuno, frutto delle proprie esperienze sociali artistiche e culturali. Molti italiani non hannmo bisogno - a mio avviso - dele manifestazioni per l'unità d'Italia ter convincersi che sono "ITALIANI".-Nè condivido le affermazioni di chi parla di Nord e Sud, se si vuol guardare ad una progettualità che ritrovi la memoria storica dell'arte e della cultura italiana, che è il punto obbligatorio del passaggio tra il fasto del passato ed il rilancio del futuro.
Facile dire e ...difficile è fare, senza il perseguimento di fini individualistici. Ni risulta infine che sono già in fase di attuazione progetti comuni che ci permettano di guardare all'Europa ed al panorama mondiale con maggiore serenità e competitività. Troppo breve lo spazio per ampliare i contenuti

enzo ocera 28/06/2011 11:20



In effetti trovare delle peculiarità e delle caratteristiche del termine "italianità", che possano descrivere qualsiasi concittadino, sembra davvero difficile; le differenti origini, siano esse culturali od etncihe, sono ancora evidenti. Tuttavia non può sottacersi che gli italiani tutti, in 150 anni di storia, hanno permesso un evidente progresso e sviluppo, seppur in maniera differente nelle varie zone, dell'intero territorio italiano. E non solo! sono tantissimi i nostri concittadini che hanno contribuito, in maniera detrminante, con le loro opere, ricerche ed invenzioni (si pensi all'anestesia - 1200 Ugo Da Lucca, alla cambiale - 1400 Francesco Di Marco Datini, alla pila elettrochimica - 1799 Alessandro Volta, solo per citarne alcuni)a migliorare lo stile di vita mondiale. Piuttosto che parlare di secessione o di divisione dell'Italia, ritengo che dovrebbero farsi progetti comuni che ci permettano di guardare all'Europa ed al panorama mondiale con maggiore serenità e competitività.

tino dalmazio 27/06/2011 20:56



Per non parlare del fatto che al Nord è pieno di persone che sono migrate dal Sud per mancanza di lavoro e sono anche queste stesse persone che ora spingono per la secessione.
Maglia azzurra? chi la indossa però dovrebbe ricordarsi che rappresenta una nazione nel mondo, potrebbero almeno degnarsi di cantare l'inno nazionale !!!

Giovanni Faraone 27/06/2011 10:20



Ottimo spunto di riflessione. In realtà nord e sud sembrano due paesi diversi. Non a caso si parla di una Italia a doppia velocità di un nord ricco e di un sud arretrato. E' certamente strano che dopo aver voluto ed imposto l'unità d'Italia parte del nord oggi parli di secessione. E' sicuro che tantissime sono le differenze e che la maglia azzura della nazionale di calcio ci unisce più di ogni altra cosa

Nino Dalmazio 27/06/2011 06:32



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