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Femminicidio
Di Pippo Nostro, Giovedý 13 Dicembre 2012 - Commenti (2)

E’ strano oggi, nell’anno 2012, in una società così tecnologicamente progredita, in una società che si definisce profondamente civilizzata e sensibile agli appelli umanitari, in una società così attenta ai bisogni sociali, è strano dicevo, dover scrivere di violenza sulla donna. Ma tant’è. E lo urlo con un enorme senso di vergogna e raccapriccio per il genere umano che rappresento. Pare che in Italia statisticamente ogni 60 ore viene uccisa una donna e quasi sempre da una persona che le sta accanto e verso la quale nutre amore: un marito, un fidanzato, un amico, un familiare. Orrore! La violenza domestica è la prima causa di morte nel mondo per le donne tra 16 e 44 anni. Si è creato anche un neologismo “ Femminicidio” per stigmatizzare questa follia originata da belve capaci solo di scaricare le proprie frustrazioni su una donna debole e indifesa. Uno stato di fatto a cui è giunta la nostra società malata, da troppo tempo colpevolmente indulgente. Non è possibile né tollerabile che persista ancora in un certo “genere di uomo” il convincimento di una diversità di valori e diritti tra i due sessi. Eppure sono state fatte tante battaglie culturali e di comunicazione per cancellare quella tara ereditaria che dotava l’uomo di un diritto di pieno possesso sulla donna, esercizio di violenza verso un essere strutturalmente più debole. Una vigliaccheria come quella perpetrata sui bambini, anche loro incolpevolmente troppo deboli di fronte a uomini vigliacchi e criminali. Assurdo che in uno Stato di diritto si debba ancora ricorrere alla celebrazione di una giornata ”contro la violenza sulla donna”, da poco rievocata, per sensibilizzare l’opinione pubblica. Non è il caso neanche di appellarsi a leggi speciali. Le leggi ci sono e devono essere applicate severamente. Troppa indulgenza e distrazione offusca la valutazione di chi pratica pericolosamente atti di violenza e assidua sottomissione delle donne. Un diverso atteggiamento culturale deve portare tutti, donne e uomini, a denunciare, isolare e disprezzare chi si atteggia in modo brutale, prepotente e violento verso i più deboli, primi fra tutti donne e bambini. Oltre alle pene durissime è sostanziale far sentire i violenti isolati ed indicarli come vigliacchi. Molto possono fare i mezzi di comunicazione. Non lasciamo solo alle donne l’onere di combattere questa battaglia, è un crimine che riguarda l’intera umanità, che ci tocca tutti da vicino, un obbligo di civiltà. Non bisogna essere donna per sentirsi coinvolti.


Fonte foto:

                     




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Ciao!
Integrita individuale, e totalita, fattori rischio come impiego del tacito impiego perverso, malattie trasmissibili, passato di crimini. illeciti a confronto. dipendenze. IL FEMMINICIDIO OGGI NON OFFRE UNA SOLIDA BASE DI LUOGO COMUNE.

a molti interessa il movente, molti si scagliano senza avere una conoscenza valida sulla vittima,

si parla spesso di molestatori non si parla invece di opportunisti e infamia o,e infami, non si parla di sfruttamento minorile, di devianza per strada. di ignoranza, dispersione sociale a un passo dall orlo.

che la ricerca abbia fatto un percorso tutte le persone sono diverse.
se rispondiamo a un appello di chi ci ha preceduto, chi da vittima e morta,o per il suo ideale, non siamo giudici imparziali sul reato appena compiuto.

Ciao!!

stefano pillai 05/10/2017 10:33



Ciao!
Integrita individuale, e totalita, fattori rischio come impiego del tacito impiego perverso, malattie trasmissibili, passato di crimini. illeciti a confronto. dipendenze. IL FEMMINICIDIO OGGI NON OFFRE UNA SOLIDA BASE DI LUOGO COMUNE.

a molti interessa il movente, molti si scagliano senza avere una conoscenza valida sulla vittima,

si parla spesso di molestatori non si parla invece di opportunisti e infamia o,e infami, non si parla di sfruttamento minorile, di devianza per strada. di ignoranza, dispersione sociale a un passo dall orlo.

che la ricerca abbia fatto un percorso tutte le persone sono diverse.
se rispondiamo a un appello di chi ci ha preceduto, chi da vittima e morta,o per il suo ideale, non siamo giudici imparziali sul reato appena compiuto.

Ciao!!

stefano pillai 05/10/2017 10:32



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