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E' vero, ma non ci credo
Di Annamaria Raffa, Domenica 4 Novembre 2012 - Commenti (5)

La piccola Elisabetta aveva lo sguardo inquietantemente fisso sulle immagini, e la luce azzurrina proiettata sul viso dalla tivù la faceva sembrare ancora più immobile; ad un certo punto si destò, come da un sogno, premette il pulsante rosso del telecomando e la luce azzurra si interruppe, il suo viso ritornò in movimento e disse: “Mamma, favola!”. La mamma per nulla sorpresa dalla perentorietà dell’ordine ricevuto, avendo già abbondantemente scandagliato vicende di cenerentole, biancaneve e cappucci rossi, ricercando nella sua memoria, cominciò così:
C’era una volta ... in una cittadina lontana di una terra difficile, una ragazzina non ancora maggiorenne che, una volta deciso cosa voleva fare da grande, cominciò e finì gli studi universitari; fece il tirocinio, il volontariato e servizio civile, tutte esperienze che servirono, per un reciproca conoscenza, di quello che sarebbe stato il suo futuro datore di lavoro ...”
La piccola Elisabetta alla parola trasalì, e disse: “Mamma, quanto era cattivo il suo datore di lavoro?”, la mamma rispose: “Non avere fretta Elisabetta, ascolta tutta la storia”, e continuò:
“La ragazzina era senza amici, erano andati tutti molto lontano per gli studi e ancor più lo sarebbero andati per il lavoro, ma fortunatamente lei aveva avuto la possibilità di rimanere nella sua terra, accanto alla sua famiglia. Non era poi particolarmente intelligente o preparata, ma cominciò a lavorare a 23 anni, assunta con contratto a tempo indeterminato ...”
La bimba, con l’attrazione morbosa che hanno talvolta i piccoli per i particolari cruenti e violenti, non ne poteva più e interruppe nuovamente: “Mammina, mammina, che fine aveva fatto il suo datore di lavoro?”. La mamma proseguì:
“Tutti le dicevano di stare molto attenta, che la fregatura era dietro l’angolo, i datori di lavoro sfruttano, rubano e qualche volta chiedono cose che non devono. Lei impaurita, vedeva che nel corso degli anni nessuna di queste sventure che le avevano predetto si avverava, e nel tempo l’unica paura che le era rimasta era quella che la favola che stava vivendo si interrompesse. La favola invece continuava, e quando lei raccontava ai suoi amici lontani e vicini ciò che le stava capitando, nessuno le credeva! Persino suo padre, dopo un pò le chiese che lavoro facesse, sentita la risposta la ammonì di trovarsi un lavoro serio (il padre non era cattivo, ma veniva da un’epoca molto lontana e da una terra felice chiamata Impiegopubblico), ma la ragazzina, che nel frattempo aveva compiuto trent’anni, aveva un mutuo, un compagno, e da lì a poco avrebbe perso anche la pace per l’arrivo di una piccola peste …”.
Elisabetta guardò la mamma con sospetto, ma sentendosi assolutamente incolpevole, incalzò “Mammina, se il datore di lavoro era così buono, quale politico aveva raccomandato la ragazzina per trovare lavoro presso di lui?”. La mamma trasalì, di fronte a tale lucidità di analisi e si affrettò:
“La ragazzina, che era molto timida, non aveva mai voluto raccomandazioni perché se ne vergognava, anche questa era una storia a cui nessuno credeva, e allora lei diceva che forse era stata al posto giusto al momento giusto, anche se, a dire il vero, la sua storia era molto simile a diversi suoi colleghi. Le difficoltà comunque non erano mancate, la cittadina non aveva sovrani giusti e capaci da molti anni, c’erano i prepotenti, i mafiosi, gli ingrati, gli invidiosi, i disonesti, e periodicamente venti di calunnia avevano soffiato sulla fama del datore di lavoro, ma quest’ultimo aveva sempre resistito …”
Elisabetta, stupita della più insolita e incredibile favola che avesse mai sentito, disse: “Mammina, in questa storia, non ci sono cattivi, ma almeno principi? Il datore di lavoro, con un bacio, si è forse trasformato in un principe?”. La mamma: “No Elisabetta, il suo datore di lavoro è solo un uomo onesto. Non avere paura di seguire i tuoi sogni, le favole qualche volta si avverano”.


Fonte foto:

                     




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Commenti



E' la favola piu' bella che potevi raccontare a tua figlia.

gaetano portaro 06/11/2012 17:01



Non ho l'età di Elisabetta e non posso più credere alle favole...
Ma qualche Cooperativa Sociale a Messina continua a fare l'impossibile per alleviare il disagio di tantissime persone, con enormi sacrifici di operatori e presidenti.

Valentino Sturiale 06/11/2012 12:22



L'eccezione che conferma la regola...

Alberto Trobia 05/11/2012 17:07



Per dire che una cosa vera è vera occorre ancora tutto il coraggio di vivere le conseguenze esistenziali di quella verità, che poi altro non è che una corrispondenza ineludibile alle attese del proprio cuore; altrimenti dovremo, tristemente, dire con i versi del poeta spagnolo Juan Ramon Jiménez:
“Ora è vero
Ma è stato così falso
Che continua ad essere impossibile”.

Riccardo Tringali 05/11/2012 11:05



ahahah, Impiegopubblico-landia è una terra piena di contraddizioni.

Giovanni Faraone 04/11/2012 22:50



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Assistente Sociale
Terminato il liceo scientifico si laurea in Scienze politiche corso di studi di servizio sociale, presso l' Università di Messina.
Ha esercitato la professione di assistente sociale e ogni altra professione le sia capitato di svolgere, sempre nell'ambito dei servizi sociali.