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Uccellacci ucCIELLINI
Di Annamaria Raffa, Martedì 4 Settembre 2012 - Commenti (2)

Si è conclusa due settimane fa la XXXIII edizione del Meeting di Rimini, dal tema “ La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”, del Movimento religioso di Comunione e Liberazione. Il Meeting, per chi non lo sapesse, come ogni anno prevede sette giorni di conferenze, spettacoli, mostre ed eventi di varia natura intorno al tema scelto. Per chi ignorasse, Comunione e Liberazione è “un movimento ecclesiale il cui scopo è l’educazione cristiana dei propri aderenti per collaborare alla missione della Chiesa in tutti gli ambiti della società”, nato su impulso di Don Giussani, nel 1954 (definizione tratta dal sito www.clonline.org). Per chi non percepisse immediatamente lo spessore del tema del Meeting di quest’anno, riguarda “La questione del rapporto con l’infinito è questione antropologica, definisce appunto l’uomo in quanto tale, ne individua la natura religiosa come tensione continua verso un “oltre” che sottende ogni movimento umano” (dal sito www.meetingrimini.org).
Per chi volesse andare a fondo della questione, Giussani sintetizzò (sintesi, che dono) con queste parole lo scopo del suo tentativo: «(…) Non sono qui perché voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che io vi dirò. E le cose che io vi dirò sono un’esperienza che è l’esito di un lungo passato: duemila anni (…). Dire che la fede esalta la razionalità, vuol dire che la fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo» (L. Giussani, Il rischio educativo, Rizzoli, Milano 2005, pp. 20-21).
Più semplice direi.
Confesso che la mia conoscenza del Movimento va oltre la semplice documentazione telematica (per non urtare la sensibilità di nessuno, le fonti utilizzate per il presente articolo sono tutte fonti ufficiali e accreditate, certa così di non cedere a facili ironie e interpretazioni personalistiche) e ammetto: sono stata ad uno dei loro eventi. In quei giorni di lusso intellettuale il mio movente fu la curiosità di vedere gente che riesce a stare “dentro le cose”, mettendo da parte il proprio individualismo a favore di un qualsiasi sentimento collettivo.
Con l’aria di sufficienza di chi ritiene di non far parte del gregge, mi aggiravo fra gente compiaciuta e soddisfatta di esserci, nel gregge, mentre i miei pregiudizi intellettuali mi ponevano su aspettative di Gran Maestri, compassi e maneggiatori di serpenti. Con diffidenza, come di fronte all’Opus Dei mi figuravo dietro a porte chiuse, funzionamenti massonici, “ovunque vi sia una posizione rilevante acquisita anche da un solo esponente di CL seguirà l'occupazione delle poltrone da parte di altri esponenti di CL e la privazione di potere per gli esponenti di qualunque altra idea religiosa o politica” dice wikipedia. Con scetticismo dettato da una genuina e mai superata incomprensibilità verso il fenomeno, guardavo i ciellini tutti contenti, come diceva Gaber tutti “rinvigoriti nel fare parte di qualcosa, che in sé travolge ogni egoismo personale con quell’aria vitale….” che non ho trovato, però, contagiosa. Ammetto di non aver visto serpenti, ma gente armata di buonissime intenzioni (quelle che lastricano la strada che porta all’inferno); innominati ansiosi di raccontare la propria notte di conversione, sono stati pazienti verso le mie intemperanze, accoglienti verso le mie domande e i miei numerosi “non capisco”.
In quell’occasione, notai che, anche se gli aderenti al Movimento si identificano con il diminutivo di “ini” anzicchè “oni”, al Meeting non si respirava sicuramente un’aria dimessa. Le numerose citazioni filosofiche e letterarie, i riferimenti a Pasolini e Caravaggio mi sorpresero per l’atteggiamento radical chic, che ho trovato leggermente forzato; la musica classica in filo diffusione (che mi portava in atmosfere fra “Arancia Meccanica” e “Qualcuno volò sul nido del cucùlo), le proiezioni di immagini di arte sacra, l’andamento formale e ordinato, lo zelo dei partecipanti a prendere appunti conferivano, al senso di appartenenza dell’elite ciellina, una certa aria di snobbismo. Noblesse oblige, pensavo.
I pariolini del cattolicesimo non parlavano al cuore dell’uomo, parlavano alla testa, l’assenza di semplicità e immediatezza (trovare il diavolo nei dettagli ciellini sarebbe un’impresa), l’eccessivo utilizzo di discorsi filosofici esistenziali e di termini astratti, comportarono per me un esercizio mentale vigoroso che alla fine mi stremò senza farmi comprendere; provai nostalgia verso un non ben conosciuto spirito francescano.
Famiglia Cristiana scrive, in occasione dell’appena concluso Meeting: “Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier. Tutti gli ospiti del Meeting, a ogni edizione, sono stati sempre accolti così:(…) C’è il sospetto che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto. Ma solo perché chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e liberazione. Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione (…) E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale.”
Senza voler fare critiche facili, Comunione e Liberazione rimane organizzazione di uomini (anche misericordiosa, nel tollerare ancora la presenza di Formigoni ) e pertanto soggetta a tutta la gamma di vizi e virtù umane. Formigoni ha risposto alle critiche di Famiglia Cristiana verso il Movimento, “colpevole” di non averlo fischiato che “i ciellini non fischiano, non sono stati educati a farlo, manifestano il loro dissenso non applaudendo”; due giorni dopo, al suo intervento, non solo non ci fu silenzio, ma un bagno di folla, “non sono riusciti a dividermi dalla mia gente”, orgoglioso il governatore.
Nel mio “sentimento religioso” esprimo tutto il mio populismo, non riesco a sentirmi vicina a religiosità che comportino, intellettualismi, complessità, potere, denaro e corporativismo. Non posso fare a meno di considerare che appartenere a qualcosa implica, necessariamente, separarsi da qualcos’altro, in nome di principi, siano pure nobili; i Principi Nobili, non vengono mai prima delle persone comuni, forse, senza temere di essere scambiati per pecorari i ciellini, potrebbero cominciare, a fischiare.
A lusso intellettuale concluso, tornai a casa e “all’abitudine a questa mia forzata solitudine” che mi consolò , eccome.


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Commenti



Bellissimi i tuoi articoli scritti benissimo, interessante (molto) questo su Comunione e Liberazione...... Quoto tutto il tuo pensiero. E' bella questa tua personale ricerca della vera fede, e ti sei anche (parzialmente) risposta da sola, si può trovarla nella semplicità, nella chiarezza, commovente il tuo riferimento al pensiero francescano (San Francesco, alter Christus). Se invece di tanti discorsi filosofici complicati, leggessimo una pagina a caso del Vangelo (nostro testo sacro) capiremmo subito quanto lontani sono dal pensiero di Gesù, certi atteggiamenti e stili di vita, devo dire purtroppo anche all'interno della nostra Chiesa. Lungi da me giudicare, o puntare il dito verso chicchessia, credo che l'unica cosa sensata da fare sia quella di cercare la "fede" percorrendo il giusto cammino, che non passa assolutamente dalla ragione o la mente, ma SOLO dal cuore.
Se poi riuscissimo a pregare di più, anche per chi si e' smarrito o e' stato colpito dal male, cominciando dai singoli fino alle più alte sfere ( vedi attuale crisi del Vaticano) sarebbe perfetto. E' difficile, ma non impossibile. Perché' come insegnano le grandi battaglie della Storia, durante una guerra vengono colpiti i semplici soldati, ma se riesci a buttare giù' il generale o comandante, stai pur certo che le truppe si disperdono più' facilmente ed allora la battaglia e' quasi vinta. Ecco, la medesima cosa accade nell'eterna battaglia tra il Bene e il Male.

maria galletta 10/09/2012 22:45



Due valutazioni:
1) se sbarcasse sulla terra un marziano sarebbe lecito argomentare sui marziani oppure sarebbe più utile trarre elementi dal marziano sbarcato, dalla conoscenza dell'unico marziano conosciuto realmente?
2) il sentimento religioso non è un'ipotesi religiosa, cioè un'idea olteriore nel quadro delle delle ideologie, è un status esistenziale per cui esiste l'esperienza della gioia o della tristezza, della libertà o del possesso, dell'amare o del sospettare, della giustizia o dell'ingiustizia, e così via ...da questo punto di vista non esistono i ciellini e tutti gli altri, esistono solo uomini, per questo l'uomo è solo "Homo religiosus" ...cioè come dicono al Meeting "è rapporto con l'infinito".
Grazie per lo spazio concesso.

Riccardo Tringali 06/09/2012 00:38



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Assistente Sociale
Terminato il liceo scientifico si laurea in Scienze politiche corso di studi di servizio sociale, presso l' Università di Messina.
Ha esercitato la professione di assistente sociale e ogni altra professione le sia capitato di svolgere, sempre nell'ambito dei servizi sociali.